Eleonora Manni: Benvenuto impianto cocleare

 

Vi racconto la mia storia...

Mio fratello più grande di circa 3 anni, ha iniziato presto a parlare e poi a camminare. Mia madre pensò che fosse sordo, perché ai suoi richiami non rispondeva quasi mai, così lo portò a fare gli esami audiometrici. Beh, la risposta dell'otorino fu alquanto bizzarra, perché guardandola negli occhi le disse: “Signora, è solo un paraculo”. Io invece, da piccolina iniziai presto a camminare, ma non a parlare.

Mia mamma si preoccupò nonostante tutti cercassero di rassicurarla (non tutti i bambini sono uguali) perché all'età di 2 anni non avevo ancora spiccicato una parola, eppure ad ogni suo richiamo mi giravo sempre. Insieme guardavamo la tv, nonostante il volume fosse alto, molte parole mi sfuggivano.

Mia madre le ripeteva per me sempre...tutte! Le maestre a scuola mi rimproveravano perché distratta, così le dissero che forse era il caso di portarmi da una psicologa e fare qualche indagine. Conobbi Caterina, una dottoressa molto dolce che mi fece dei quiz di logica e ai quali risposi correttamente.

Ero solo sorda.

A sette anni feci il primo esame audiometrico, ovviamente confermarono la mia sordità e ci consigliarono anche un centro acustico per le protesi. Indossarle è stato difficile all'inizio, le voci erano così forti e tutti quei rumori che non avevo mai sentito prima.... La logopedista fece molti complimenti a mia madre, poiché parlavo bene ci disse di continuare il lavoro che a casa già stavamo facendo.

Tutti i giorni dovevo ripeterle parole che pronunciavo male... sasso, materasso, era un continuo! Sicuro non dimenticherò mai la sua perfetta pronuncia (tanto meno la sua perfetta dentatura!). Ho lavorato sodo, abbiamo lavorato sodo affinché io potessi parlare bene, tant'è che nessuno si accorge della mia sordità. Ma io sono sorda e so cosa implica andare di pari passo con tutti gli altri. Tanto sforzo.

La mia adolescenza? Beh, sicuro non è stata facile per nessuno, ma ricordo bene tutte le volte che ho rischiato di rompere le protesi acustiche a causa dei gavettoni fuori scuola, o i giochi a bordo piscina. Avevo una responsabilità che altri ragazzi non avevano. Ma nonostante tutto mi divertivo molto.

Un' adolescente come tutte le altre. A diciannove anni mi comunicarono dei peggioramenti all'orecchio destro.“Va bene, la protesi recupera” dicevo...ma di li a poco anche all'orecchio sinistro. Eh no...qui le protesi cominciano a non bastarmi più. A ventidue anni ho iniziato ad avere problemi di ipovisione notturna. Non vedevo bene l'asfalto, le persone, le scale, gli ostacoli...

Eseguiti degli esami alla vista, mi fu diagnosticata una malattia genetica degenerativa: la Sindrome di Usher. Non tutti la conoscono in quanto malattia rara, ma si tratta di Retinite Pigmentosa associata alla ipoacusia neuro sensoriale bilaterale.  In pratica ho avuto paura di diventare completamente sorda e cieca in breve tempo.

Caduta in depressione mi sono dedicata al lavoro a maglia, soprattutto per la mia amata cagnolina. Non tutto il male viene per nuocere, altrimenti chissà se sarei mai riuscita a creare dei vestitini per cani.

“Per vincere una grande guerra bisogna perdere una battaglia”.

Grazie al supporto psicologico posso dire di essere ripartita alla grande, ho ripreso a ballare la salsa nonostante non veda una mazza nei locali e ogni tanto pesto pure qualche piede, ma la passione per il ballo è talmente grande che niente e nessuno potrà mai fermarmi. Ho trent'anni e le protesi acustiche non sono più sufficienti, motivo per cui ho scelto di dare una svolta alla mia vita grazie all'impianto cocleare.

Non è stata una scelta facile bensì combattuta, ma grazie a persone stupende che hanno voluto raccontarmi esperienze personali, ho capito che la mia vita sarebbe solo potuta migliorare. Forse qualcuno penserà quanto sfortunata io sia, la mia è una malattia grave che porta sordità e cecità. Nessuno saprà mai quanto essa decida di peggiorare né come...ma la vita è così, un salto ad ostacoli.

Sta a noi scegliere come affrontarli.

Quella che vedete è una foto recente, del mio risveglio post intervento. Qualcuno ha notato la luce nei miei occhi, io vedo una ragazza assonnata ma serena. Coccolata e supportata da molti attendo con impazienza il giorno dell'attivazione.

Benvenuto impianto cocleare!

Commenti

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3 Risposta

  1. Siete mitici!
  2. Piccola grande Eleonora! La tua determinazione e il tuo sorridere alla vita ti pagheranno sempre e sono un messaggio di speranza per tutti. Avanti così!! ❤️❤️
  3. Standing ovation!!!

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