Intervista al DR. Giovanni Bianchin

1) In un articolo ( clicca qui ) abbiamo letto di un'importante novità, quali sono le Sue considerazioni riguardo questo passo: "L’innovativo intervento di Castelnovo ha aggiunto, grazie all’analisi radiologica, la ricostruzione tridimensionale dell’orecchio interno permettendo l’utilizzo di un elettrodo intracocleare su misura del paziente. E’ stato così ridato un udito simile il più possibile a quello naturale perché stimola selettivamente le aree danneggiate della coclea e le frequenze sonore più deficitarie proprio in quel soggetto trattato."?

Oggi la tecnologia ha fatto un ulteriore passo avanti, grazie ad un nuovo software con il quale si può pianificare un intervento personalizzato per ogni paziente; studi hanno dimostrato che ogni paziente ha una coclea diversa dalle altre, in parole semplici è come un fiocco di neve: non c'è uno uguale all'altro. Le coclee si differenziano per forma e dimensioni, noi oggi ricostruiamo in 3D la coclea del paziente ed è qualcosa di innovativo soprattutto nei casi di malformazione:  grazie a questa ricostruzione, infatti, possiamo scegliere l'elettrodo più idoneo per per il paziente. Studi dimostrano che la lunghezza della coclea può variare, in linea generale, dai 26mm ai 42mm; sapendo che le frequenze sono distribuite tonotopicamente(*) lungo tutta l'estensione della coclea, partendo dal giro basale,  dove ci sono le frequenze acute, fino ad arrivare in apice, dove ci sono le frequenze gravi,  oggi, per far si che il paziente possa avere una sensazione acustica migliore, noi utilizziamo elettrodi che stimolano fino all'apice cocleare. Sappiamo bene, infatti, che, se usassimo elettrodi più corti, andrebbero, sì, bene per tutti i pazienti, ma non ci sarebbe una copertura completa della coclea che invece si ha con un solo intervento personalizzato.

 

video di un inserimento di un array di elettrodi (attraverso Fluoroscopia a raggi X)  

 

2) Oggi un software, domani magari un robot... cosa ci prospetta il futuro secondo Lei?

Oggi potremmo chiamarlo già il futuro, basta pensare che 10 anni fa la tecnologia non era cosi avanzata: grazie ai nuovi software, sempre più presenti nel nostro quotidiano, tutto sarà più preciso ed automatizzato proprio per migliorare la qualità di vita di tutti noi.  

 

3) Personalizzazione Ic e Elettrodi su misura, ci sono dati o evidenze che certificano il valore aggiunto?

Gli impianti cocleari sono sviluppati per preservare le strutture anatomiche, abbiamo numerosi  elettrodi  per soddisfare le esigenze di ogni paziente. Con le procedure di personalizzazione Pre operatoria e Post operatoria  abbiamo l'obiettivo di soddisfare sempre di più ciò che il paziente esige, cercando di restituire una qualità di ascolto più naturale possibile: Il valore aggiunto nell’utilizzo di questi software non è solo nella pianificazione pre operatoria ma anche in quella post operatoria, riuscendo a visualizzare la precisa posizione di ogni singolo elettrodo, in modo da riposizionare tonotopicamente(*) le frequenze durante il mappaggio ottenendo un match frequenziale più preciso possibile ed unico per ogni paziente.  

 

4) Quali sono le sue considerazioni in abito pediatrico e per pazienti con coclee malformate?

Oggi possiamo sviluppare una tecnica di mappaggio 3D (fitting soggettivo-Test elettrofisiologici e Personalizzazione frequenziale tonotopica ) rispetto al fitting 2D (fitting soggettivo e Test elettrofisiologici) e questa tecnica di mappaggio 3D ci consente di migliorare la qualità di ascolto per tutti i pazienti, cosa ancora più difficile in ambito pediatrico. L’obiettivo di sviluppo degli impianti cocleari, in particolare nei i pazienti malformati , è di usare usare elettrodi su misura anche per i casi più complessi.    

 

 

(*) Codifica tonotopica: Parti diverse della coclea sono sensibili a frequenze diverse cioè ogni particolare zona della coclea risponde in maniera più robusta ad una determinata frequenza e meno ad altre. Grazie al software menzionato nell'intervista è possibile inserire l'array di elettrodi esattamente in corrispondenza dell'area interessata ed, inoltre, effettuare un mappaggio più preciso tenendo in considerazione oltre che i test soggettivi anche la posizione degli elettrodi  

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