LE RISPOSTE DI MED-EL

LE RISPOSTE DI MED-EL

 

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1) Quale fattore, più di ogni altro, ritiene sia fondamentale per ottenere il risultato migliore che questa straordinaria tecnologia è in grado di offrire?

La risposta più corretta a nostro parere è che non c’è un unico fattore ma un insieme di fattori che contribuiscono ai risultati uditivi, sia singolarmente, quanto e soprattutto in sinergia fra di loro. In altre parole quando si parla di impianto cocleare è importante considerarne i vari aspetti nella loro coerenza ed interazione fra di loro. Volendo comunque rispondere con un unico, “macroscopico” aspetto di questa tecnologia la risposta di MED-EL sarebbe sicuramente “la neurostimolazione” ovvero l’insieme di modalità con cui il nervo acustico viene stimolato. Vi sono tante caratteristiche legate perlopiù alla parte esterna dell’impianto cocleare (IC) che contribuiscono all’ascolto, alla praticità ed alla qualità di vita del paziente ma che, per quanto importanti, possono essere migliorate nel corso degli anni, sostituendo o aggiornando il processore; ciò che invece rimane nel tempo e che sta alla base dei risultati uditivi è la parte interna e, in particolare, l’elettrodo e le modalità con cui questo può stimolare il nervo acustico. In MED-EL riteniamo che questo sia il fattore fondamentale per ottenere i migliori risultati da questa tecnologia proprio perché ne costituisce il cuore pulsante e perché auspicabilmente rimarrà tale per tutta la vita uditiva del portatore di impianto cocleare.

2) come è strutturata la parte interna? Quali tipologie di elettrodi sono disponibili? Come funzionano gli elettrodi virtuali? Quante informazioni vengono inviate al nervo acustico?

La parte interna dell’impianto MED-EL è in titanio e comprende tutte le componenti comuni all’ormai totalità degli IC (magnete, antenna, elettronica, array di elettrodi). Presenta ovviamente numerose caratteristiche di unicità che lo differenziano dagli altri impianti presenti sul mercato:

MAGNETE:

il magnete MED-EL è il solo che permette di eseguire una risonanza magnetica a 3 Tesla senza la rimozione chirurgica del magnete stesso. La risonanza magnetica è oggi un esame di diagnostica per immagini molto comune ed estremamente utile per l’indagine di numerose patologie; la qualità delle immagini prodotte da tale esame dipende dalla forza del campo magnetico utilizzato (espresso appunto in Tesla): maggiore il campo magnetico, migliori sono le immagini risultanti. Purtroppo tale campo magnetico può dare problemi al magnete interno di un IC; per tale ragione ad oggi con molti impianti è possibile realizzare una risonanza magnetica con intensità fino a 1,5 Tesla ma se il campo sale a 3 Tesla è necessario rimuovere chirurgicamente il magnete per il tempo dell’esame. Solo con l’impianto SYNCHRONY di MED-EL è possibile ricevere risonanze a 3 Tesla mantenendo il magnete in posizione; considerando che negli anni lo standard di risonanza magnetica tenderà a diventare verosimilmente sempre maggiore (3 Tesla o più) l’impianto MED-EL garantisce la tranquillità al portatore di poter ricevere le più recenti cure mediche senza disagi non necessari.

ELETTRODI:

sono una caratteristica fondamentale dell’impianto MED-EL. I nostri elettrodi si contraddistinguono per due importanti caratteristiche:

Sono i più atraumatici presenti sul mercato, ovvero limitano il più possibile i danni alle strutture interne della coclea, durante l’inserimento. MED-EL ormai 15 anni fa è stata pioniere nella cosiddetta preservazione uditiva, ovvero nel realizzare elettrodi e nel supportare la ricerca di tecniche chirurgiche in grado di preservare il più possibile l’udito residuo nell’orecchio impiantato. Per questo fu la prima ad introdurre sul mercato il processore elettroacustico (EAS) che combina in uno stesso dispositivo il processore di un IC e una protesi acustica, così da stimolare acusticamente (tramite protesi) i suoni che ancora l’orecchio è in grado di percepire, ed elettricamente (tramite impianto) quelli mancanti. Oggi MED-EL è riconosciuta leader nella preservazione uditiva e sempre più questo fattore viene ritenuto importante per tutti i candidati ad IC, anche per quelli in cui non si intende realizzare una stimolazione EAS. Gli studi più recenti [1], [2], mostrano infatti come, se si preservano le strutture interne della coclea, in particolare la membrana basilare, le prestazioni uditive sono mediamente maggiori; tali studi mostrano anche come gli elettrodi cosiddetti pre-formati possano più facilmente causare danni alla membrana basilare, portando a risultati mediamente inferiori. Gli elettrodi MED-EL sono invece sottili e senza memoria di forma, risultando estremamente soffici e delicati nella fase di inserimento, realizzando quindi una Preservazione delle Strutture Uditive

I nostri elettrodi sono particolarmente lunghi, con lo scopo di raggiungere anche la zona apicale della coclea, dove fisiologicamente vengono percepite le frequenze gravi, realizzando così quella che noi chiamiamo Copertura Completa della Coclea. La coclea si sviluppa infatti su due giri e mezzo ed è fatta in modo da rispondere ai suoni più acuti nella sua parte basale ed ai suoni più gravi in quella apicale. Molti elettrodi presenti sul mercato coprono solo il primo giro cocleare; gli elettrodi MED-EL invece puntano a stimolare anche il secondo giro, con l’obbiettivo di far percepire in modo naturale anche i suoni più gravi, per conferire una maggior naturalezza del suono. Il chirurgo può selezionare, sulla base della TAC preoperatoria, la lunghezza dell’elettrodo più adatta al singolo paziente, così da coprire quanto più possibile il secondo giro cocleare, in base alla lunghezza della sua coclea.
Anche in questo campo vi sono studi recenti, eseguiti su pazienti con sordità monolaterale (ovvero che possono confrontare il suono dell’impianto con l’udito del secondo orecchio, perfettamente normale) che dimostrano come stimolare l’apice della coclea da un lato porti a risultati uditivi migliori [3], dall’altro permetta di percepire i suoni gravi in maniera naturale [4]. Grazie alle evidenze mostrate in questi studi oggi gli impianti MED-EL hanno ottenuto, unici finora, il marchio CE per essere utilizzati nelle sordità unilaterali in adulti e bambini.

ELETTRODI VIRTUALI:

Gli elettrodi virtuali sono una particolare tecnologia utilizzata per meglio indirizzare la corrente sul nervo acustico al fine di stimolarlo con più precisione in diversi punti e permettere al paziente di differenziare meglio diversi suoni. MED-EL, per raggiungere tale scopo, non adotta gli elettrodi virtuali ma due strumenti differenti:

Generazione di toni intermedi tramite filtri pesati: il sistema non indirizza la corrente ma ne prevede la naturale dispersione e la sfrutta per stimolare maggiormente le frequenze desiderate. In questo modo l’elettrodo MED-EL permette di distinguere fino a 250 diverse frequenze, ovvero di percepire una differenza anche di un semitono (due tasti adiacenti del pianoforte).

Codifica della Struttura Fine del Suono. Il terzo pilastro del sistema MED-EL insieme alla Preservazione delle Strutture e alla Copertura Completa della Coclea. Nella parte apicale della coclea infatti, dove sono codificate le frequenze gravi, il nervo per così dire “tiene il tempo” ovvero funziona allo stesso ritmo del suono in ingresso. Questo non avviene per i suoni acuti nel giro basale. Negli elettrodi apicali il sistema MED-EL utilizza stimoli che riproducono questa risposta “a tempo” del nervo, ottenendo nuovamente una percezione più precisa e più naturale dei suoni gravi [5].

Mi rendo conto che queste ultime informazioni possano risultare piuttosto difficili da interpretare per i non addetti ai lavori ma davvero l’argomento è lungo e complesso e difficilmente semplificabile. Tuttavia è sempre possibile discuterne direttamente con i referenti medici dei diversi centri di audiologia per avere maggiori chiarimenti.

3) quante strategie di mappaggio, e quali, è possibile usare? le differenze tra queste?

MED-EL presenta quattro strategie di mappaggio(CIS, FSP, FSP4 e FS4-p) che si differenziano principalmente per il modo in cui codificano le basse frequenze, quel “far tenere il tempo” al nervo a cui accennavamo prima. In base alla situazione del singolo paziente lo specialista clinico decide di volta in volta quale adottare.

4) senza paragoni con altre marche, quale aspetto ritiniene un punto di forza di medel?

In coerenza con la prima risposta, il punto di forza di MED-EL è la caratteristica che riteniamo più importante ed in cui abbiamo quindi investito maggiormente: la neurostimolazione. Le tre caratteristiche della parte interna, già citate, ovvero la Copertura Completa della Coclea, la Codifica della struttura Fine e la Preservazione delle Strutture sono i principali punti di forza di MED-EL. Funzionando in sinergia fra loro, puntano a realizzare una stimolazione del nervo che dia la miglior e più naturale qualità uditiva possibile, soprattutto nelle frequenze gravi. Oggi l’attenzione si sta spostando molto sulle caratteristiche della parte esterna del dispositivo ma è la parte interna quella che accompagnerà il paziente per tutta la vita e su questo in MED-EL ha sviluppato e continua a sviluppare tecnologie uniche ed innovative.

5) riguardo i pazienti: c'è qualcosa, che, grazie al tuo lavoro, ti ha colpito?

È sorprendente come ogni portatore di impianto cocleare utilizzi modi e “strade” diverse per (ri)appropriarsi dell’udito, descrivendo a noi operatori quello che sente in termini sempre vari, esercitandosi nell’ascolto nei modi più ingegnosi e presentando esigenze peculiari, in termini di fitting e riabilitazione uditiva. Ciò che più mi ha colpito è come davvero il portatore di impianto vada seguito singolarmente, in maniera individualizzata e personale, nell’accezione più completa della parola, per aiutarlo ad ottenere il massimo dal suo IC. Questo rappresenta la parte più impegnativa ma anche più bella del lavoro dello specialista clinico di IC

6) cosa ci riserva il futuro?

I progetti sono tanti ed alcuni dalle caratteristiche estremamente promettenti ma ahimè con tempistiche di realizzazione difficili da definire. Preferiamo quindi rispondere rimanendo coi piedi per terra, dicendo che sia per quanto riguarda la parte interna che per quanto riguarda quella esterna, l’impianto si evolverà continuamente, come ha fatto nei precedenti 30 anni, al fine di dare al paziente un ascolto sempre migliore ed una qualità di vita che sempre più gli faccia dimenticare di esserne portatore, in termini di accessori e praticità. Per quanto riguarda la parte esterna, la bella notizia per i portatori MED-EL è che tutti gli impiantati avranno sempre la tranquillità in futuro di poter utilizzare le nuove versioni di audioprocessori, indipendentemente dal tipo di parte interna, potendo quindi sempre beneficiare delle più recenti tecnologie.

 

[1] O’Connel B.P. et al. Electrode Location and Angular Insertion Depth Are Predictors of

Audiologic Outcomes in Cochlear Implantation - Otology & Neurotology | 37(8):1032-5 | September 2016

[2] O’Connel B.P. et al. - The Importance of Electrode Location in Cochlear Implantation - Laryngoscope Investigative Otolaryngology | December 2016

[3] Buchman C.A. et al - Influence of Cochlear Implant Insertion Depth on Performance: A Prospective Randomized Trial - Otology & Neurotology | 35(10):1773-9 | December 2014

[4] – Prentiss S. - Ipsilateral acoustic electric pitch matching: A case study of cochlear implantation in an up-sloping hearing loss with preserved hearing across multiple frequencies - Cochlear Implants International | 15(3):161-5 | March 2014

[5] – Schatzer R. et al - Electric-acoustic pitch comparisons in single-sided-deaf cochlear implant users: Frequency-place functions and rate pitch - Hearing Research | 309 (2014) 26e35 | November 2013

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