Non sono nata sorda, lo sono diventata a 44 anni.

 

Ho vissuto la mia vita come un normoudente, coltivando le mie passioni tra cui quella per la musica, gli animali (ho studiato medicina veterinaria), le piante, hobby vari. La mia è una famiglia completamente "suonata” ed è lei la mia forza, assieme alla mia Fede. Io e la mia famiglia ci occupiamo di animazione liturgica, nel coro del convento di San Francesco a Palestrina, di cui mio marito è direttore, e nel Coro diocesano di Palestrina. Ho fatto vari corsi di musica e canto liturgico ed ho avuto la fortuna di avere, ed ho, straordinari maestri.

Sono una donna fortunata, lo so, ma un giorno mi sono accorta di non riuscire a capire cosa stesse suonando mio marito al pianoforte. Pensai: che strano, sarà un caso, ma no, non lo era!

Non sentivo più se qualcuno mi chiamava da lontano. Non riuscivo più a capire cosa dicesse Padre Paul nelle omelie; alle catechesi i frati mi facevano sedere accanto al relatore, mi passavano le catechesi scritte. Mi hanno aiutato in tutti i modi. Non distinguevo più le note troppo vicine, come i mezzi toni, i bemolle. Stava cambiando qualcosa. Non volevo pensare a qualcosa di brutto, pensai ai tappi di cerume. Andai a visita da un otorino, ero relativamente tranquilla.

Uscii da quella visita, devastata: ipoacusia bilaterale neurosensoriale medio grave, ero sorda!!!

Ripetevo a me stessa che non poteva essere vero, ma il dottore mi dimostrò che leggevo il labiale. Ecco perché non capivo cosa dicesse padre Paul: aveva la barba e poi si girava in continuazione e spesso metteva la mano davanti alla bocca.

Feci un primo passo incerto verso le protesi acustiche. Scoprii che erano una cosa fantastica. Riuscivo a sentire di nuovo la musica, in tutta la sua bellezza, e pian piano la fiducia in me riprese vigore. Corsi dal mio amico frate e gli gridai: “Padre Paul ora puoi parlare anche sottovoce: ti sento!”. Ma quel burlone muoveva la bocca senza emettere alcun suono. Mi spaventai.

Fu allora che quel monello di frate, ridendo, mi rivelò il suo scherzo! Per cinque anni tutto filò liscio finché, a luglio del 2014, di punto in bianco, il mio orecchio destro (il migliore), non funzionava più. Come al solito, non me ne accorsi subito, pensavo fosse la protesi rotta. Andai dunque dall’ audioprotesista che mi fece, nell'immediato, il tracciato audiometrico. Entrava ed usciva da quella cabina, controllando i collegamenti. Era il mio orecchio che non funzionava. Non dimenticherò mai quello sguardo. Mi disse: “Elena vai in ospedale, fatti controllare da un buon otorino”. Cercò di non spaventarmi ma io mi sentivo morire. Ho fatto varie visite in vari ospedali e tutti mi dicevano la stessa cosa: Ipoacusia grave a sinistra e sordità profonda a destra. “Io non voglio essere sorda! Dio aiutami!” Non riuscivo più a relazionarmi con gli altri, mi sentivo tagliata fuori dal mondo. Cosa posso fare? L'unica speranza è l’impianto cocleare. Sì, sapevo cosa fosse, per semplice curiosità, ma ora serviva a me.

Io voglio sentire, cosa faccio? Cerco, cerco su internet, ok, si, lo faccio. L’operazione? Dove? Come? Come sarà? Cosa ne sarà di me, della mia musica? Riesco ancora ad essere intonata, ma fino a quando?

Non so come, digitai su Facebook “Impianto cocleare” e venne fuori “Affrontiamo insieme la sordità”. Musica per le mie orecchie! Chiesi aiuto: “Ho paura, non so, aiutatemi!”. Mi accolse Jodi. Non mi conosceva, non sapeva nulla di me , eppure mi ha teso una mano ed io l’ho afferrata con tutta la forza che avevo. Grazie Jodi! Avevo così paura. Raccontai la mia storia e di li a poco ho avuto tanto di quel calore umano, quell’aiuto che tanto agognavo, da persone che non avevo mai visto in vita mia. Ma l’aiuto di Jodi e di tutti voi, non si è limitato a questo. Mi ha aiutato ad avere velocemente una visita al Gemelli dove venni accolta dal nostro prof. Di Nardo. Ricordo che gli ripetevo : “La sordità non si vede, ma è enormemente invalidante”. Avevo quasi paura che non mi comprendesse. Ora ripensandoci mi sento sciocca, ma ricordo che in quell’ ambulatorio ci entrai come una bambina impaurita.

Il Prof. Di Nardo, fu di una professionalità e gentilezza estrema. Mi fece fare subito delle indagini cliniche e di lì a poco avrei iniziato il mio cammino, verso la riconquista del mondo dei suoni. Sapevo che l’impianto cocleare non era fatto per la musica ma per la parola, non mi importava, io volevo sentire. Ho indossato i guantoni o, se volete, gli scarponi da montagna e ho iniziato la mia scalata, la mia lotta.

Il 22 dicembre 2014 ho avuto il mio primo orecchio bionico ed il 24 notte ero a San Francesco a cantare. Sono rinata il 19 gennaio del 2015. C’erano il Prof. Di Nardo e la Dott.ssa Bianca Maria Martina. E’ stata un’emozione incredibile: sentivo le voci a “Paperino”, ma sentivo e capivo tutto e soprattutto, grazie a tutti voi, sapevo che mappa dopo mappa, quel Paperino si sarebbe trasformato in Robocop, in Terminator, in guerre stellari … e tutta la saga. Ridevo, piangevo, mi abbracciavo il mondo intero, ma la cosa più divertente era sentire la voce, così simpatica, che veniva fuori da omoni grandi e grossi come mio marito. Già sono una burlona di mio, vi dico che non ho fatto che ridere per tutto il viaggio dal Gemelli a casa mia, mentre mio marito, imbarazzato, sprofondava nella poltrona del treno.

Cammino per strada e sorrido, sentendo gli uccellini, le cicale e in primavera è un vero concerto della natura sotto un grande albero vicino casa mia; lo stesso albero dove appena due anni fa mi appostavo per ascoltare gli uccellini ma non sentivo assolutamente nulla, ma c’erano perché si facevano notare sganciando ricordini. Mappa dopo mappa, sono stata la croce del Prof. Di Nardo e della Dottoressa Bianca: volevo eliminare quell'effetto metallico. Era il mio obiettivo primario ma ancor di più, quel piano, che sentivo come se fosse il rumore di una frittura, non lo sopportavo. Il violino poi… il flauto lo sentivo molto simile alla realtà. Ricordo bene il suono dolce e avvolgente della musica e, quello non lo era. Non mi sono arresa. Ho lottato e sto lottando ancora, ma ora la musica sta diventando molto più bella… ci devo lavorare ancora, ma va bene così.

Il 22 novembre del 2015, mio figlio mi dedicò il mio pezzo preferito al Concerto di Santa Cecilia a Palestrina: “Gabriel’ oboe” di Morricone. Ho pianto di gioia perché è stato il regalo più bello che mio figlio mi avesse mai potuto fare ma, sono convintissima anche di un’altra cosa: è vitale l’impianto cocleare per sentire di nuovo, necessaria e indispensabile è anche una ottima equipe, ma il nostro cervello ha un ruolo importantissimo. Non sapevo di essere così “resiliente”, così forte. Desideravo solo fortissimamente sentire, per questo non dobbiamo mai arrenderci. Ci possiamo solo sedere per riprendere fiato, ma poi il cammino deve continuare. Grazie ad una giovane dottoressa, Roberta Anzivino, mi sono sottoposta a dei test musicali, ed esercizi dopo esercizi, allenamenti insistenti soprattutto con test di discriminazione frequenziale, sto migliorando nell’ascolto della musica e riesco a fare meno “stecche” alle prove, ma che bella fatica!

Grazie anche a te cara doc. Con il mio impianto, sono riuscita a prendermi il diploma in Teologia della carità, riesco a “steccare” esattamente come un normoudente, canto con tutta l’anima al Signore a cui va il mio grazie più profondo; grazie anche ai miei Prof. Di Nardo e Paludetti, a cui va la mia infinita gratitudine, ma anche ai miei compagni di coro.

E alla mia famiglia, che mi è stata sempre vicina e mi ha sostenuta. Quella bambina impaurita, che iniziò il cammino alla riconquista del mondo dei suoni tre anni fa, è cresciuta: mi sono messa in gioco ed ho lottato e lotterò ancora, perché nessuno può dirsi “arrivato " una volta per tutte, sia musicalmente che spiritualmente. Siamo tutti in cammino, c’è solo chi ha cominciato prima. A distanza di tre anni dall' attivazione, e alle mappe del doc Francesco, la voce la sento praticamente umana: sulla musica ci sto lavorando ancora. Io, di certo, non mi arrendo!

Elena Russo

 

 

RACCONTA ANCHE TU LA TUA STORIA E INVIALA A:

latuastoria@impiantococleare.info

 

Commenti

Commenti

Nessun commento ancora

Lascia un commento