l’istinto materno di Angela

Vi racconto la nostra storia.

Tutto iniziò nel lontano dicembre del 2016, quando Antonio, nostro figlio, ebbe la prima otite, ma oltre a questo, sono accaduti strani episodi.
Urlava tantissimo, tanto da far girare tutti nel supermercato, quando veniva chiamato non si voltava mai, iniziò a non seguire più i comandi (dentro di noi il pensiero era ma forse è sordo?).
A gennaio del 2017 un altro episodio di otite, mortificati da tutta questa situazione ci siamo rivolti ad un Otorino che disse: “Tranquilla signora, è semplicemente muco nelle orecchie.”
Non contenta del responso medico, ho portato Antonio dal pediatra, che mi dice di stare tranquilla, perché i bambini soffrono di otiti ricorrenti, che possono alterare le loro funzionalità uditive e cognitive.

Passarono mesi e la situazione continuava a peggiorare.

Nel mese di marzo Antonio ha una perforazione del timpano. Andiamo di corsa all’ospedale ma non si accorgono dell'infezione in atto, allora corro dal Pediatra, ci conferma che c’è una perforazione. Abbiamo fatto tutta la cura di punture e lavaggi, dopo di che ho insistito per fargli fare una visita audiometrica approfondita, perché secondo me, mio figlio, non sentiva più.
Facciamo la visita audiometrica con un Otorino riconosciuto, che ci dice: “Tranquilli, queste situazioni in inverno sono molto normali, il bambino sta bene, sente bene, è tutto ok”.
A scuola le maestre mi dicevano che il bambino si isolava, ed effettivamente non seguiva i comandi, abbiamo provato a fare un po’ di logopedia, ma la logopedista disse che dovevo aspettare ancora un po’, era troppo piccolo, aveva solo 18 mesi.
Arrivò l’estate, il consiglio dell' Otorino fu quello di portare Antonio al mare, perché sosteneva che gli avrebbe fatto bene per il catarro nelle orecchie, ma in estate peggiorò la situazione comportamentale; il bambino era ingestibile, aveva comportamenti irruenti, era irrequieto e agitato. Mio figlio diceva qualche parolina ,che poi non disse più. Il Pediatra mi consigliò di rivolgermi ad un Neuropsichiatra, perché secondo lui il bambino aveva problemi comportamentali (lo chiamò Disturbo Oppositivo Provocatorio).

Nel frattempo siamo andati da un altro Otorino, che ci ascoltò e disse: “Sembra essere tutto a posto, ma per farvi stare tranquilli fissiamo i potenziali evocati uditivi, almeno così avrete le risposte giuste e potrete essere più sereni.”
Abbiamo anche fatto la visita col Neuropsichiatra che, per farla breve, in mio figlio aveva riscontrato i Disturbi dello Spettro Autistico. Siamo riusciti a fare i potenziali evocati uditivi, risultato: sordo profondo bilaterale. Che dire il mondo ci crollò addosso, prima la rabbia perché dentro di noi qualcosa ci diceva che questo era il problema, poi la delusione di essere stati seguiti male, ma purtroppo ormai il danno era fatto e dovevamo cercare di non perdere più tempo, Antonio aveva ancora 2 anni.

All’ospedale Meyer, abbiamo trovato una equipe fantastica, che ci ha accolti col cuore. Ci hanno aiutato tanto ad affrontare il tutto, ancora oggi non sappiamo il motivo della sua sordità.

Abbiamo fatto tutte le indagini: gli esami infettivi, ototossici e la prima fase genetica con risultato negativo, a tutto. Attendiamo ancora altri risultati genetici, ma di sicuro posso garantire che mio figlio sentiva. E' nato normoudente.
Il 12 febbraio, Antonio diventa bionico, intervento riuscito, va tutto alla grande. Facciamo tanta logopedia 3 volte a settimana e già vediamo che fa grandi miglioramenti. Il 27 febbraio la rinascita di Antonio, il grande giorno dell’attivazione, che dire, una esplosione di sentimenti e gioia, perché questo è solo l’inizio di una nuova vita, da vivere ogni giorno a 360 gradi.

Vorrei fare i miei ringraziamenti a:

In particolar modo al Dott. Gino Iafrate che ci ha aiutato e sostenuti.

Al gruppo -Impianto Cocleare info- che ci ha aiutati tanto, psicologicamente e moralmente.

A Pablo Pisano che ci ha rasserenato e aiutato a capire tutto questo percorso.

All' Associazione Io parlo.

All’equipe di Audiologia dell’ospedale Meyer di Firenze.

Alla nostra logopedista Lucia del Cro e alle nostre educatrici Caterina e Francesca.

Grazie a tutti.

La strada sicuramente sarà lunga, ma almeno ci riempiamo il cuore di serenità, perché ora siamo sulla strada giusta. Vivere nel dubbio ti uccide dentro, ma una madre non sbaglia mai, una madre sente quando suo figlio non sta bene. Chi più di una madre può riconoscere che c’è qualcosa in suo figlio che non va. Credete sempre nel vostro senso materno, non c’è nessuno che può superarlo.

Angela

 

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