Deborah Buttazzoni: non si finisce mai di migliorarsi

A circa 3 o 4 anni iniziai ad avere problemi di udito, i miei genitori se ne accorsero perché non rispondevo quando mi chiamavano e alzavo terribilmente il volume della tv.  Inizialmente pensavano che fossi birbantella e lo facessi apposta. La diagnosi fu ipoacusia neurosensoriale grave causata probabilmente da morbillo e otite, di cui poi avrei sofferto per tutta l'infanzia, in contemporanea. Indossai le protesi acustiche a 5 anni e dovetti fare molta logopedia. Per fortuna anche il mio grande amore per la lettura mi aiutò ad ottenere un buon linguaggio. Con le protesi me la sono sempre cavata aiutandomi spesso anche con la lettura del labiale.  L'idea dell' IC si è  presentata quando all' inizio del 2011 mi venne diagnosticata la Retinite Pigmentosa(RP) e ad un controllo si resero conto che l'orecchio sinistro stava peggiorando. Andai nel panico.
Fino ad allora non sapevo nemmeno dell'esistenza dell' impianto cocleare ma lo specialista, che tutt' ora mi segue per la vista, mi consigliò di cercare di migliorare dove si poteva, visto che per la RP ancora ad oggi cure non esistono. Nel giro di pochi mesi andai dal prof Martini per un consulto; gli presentai gli esami del caso e il 30 settembre 2011 feci l'intervento. Non è stato facile ne il decorso post operatorio ne il percorso, ma ad oggi posso dire che ne è valsa la pena .

Non ho mai letto di situazioni simili  alla mia. Nel percorso pre IC, come ho scritto, avevo paura perché non ne avevo mai sentito parlare e mi spaventava affrontare un intervento del genere. Avevo ricevuto da poco la diagnosi di RP e anche li arrivarci non è stato semplice. Mi avevano diagnosticato cose diverse finché un Oculista, consultato privatamente, non ha avuto l'intuizione giusta, ma questa è un' altra storia. Tornando al discorso IC ricordo come fosse ieri il mio incontro col prof Martini a Padova a cui raccontai la mia storia. Ero lì per un semplice consulto e ne sono uscita già con la data dell'intervento. Mi sono un po' lasciata trascinare dagli eventi e ho lasciato decidere ai dottori anche se in cuor mio avrei voluto aspettare un po'...il giorno dell'intervento come tutti, credo, ero molto tesa. Fuori ad aspettarmi c'erano i miei genitori. Mio marito era rimasto a casa perché non volevamo interrompere la routine di nostro figlio. Mi ha operato il dottor Bovo. Pare sia andato tutto bene ma dopo l'intervento faticavo ad uscire dall'anestesia e trascorsi un paio di ore in rianimazione. Mi risvegliai in camera con forti dolori, ma come dicevo ho avuto un percorso particolare. Mi hanno dimessa il giorno dopo e sono tornata a casa da mio figlio ma sempre imbottita di antidolorifici perché avevo sempre mal di testa. Sono andata avanti così tra mal di testa e vertigini per un mesetto. Fin quasi al giorno dell'attivazione.

Del giorno dell'attivazione ricordo sopratutto le voci a Paperino che avevano tutti. Sapevo che non sarebbe stato rose e fiori e che l'ascolto con l'ic è  assolutamente diverso da quelli con le pa perché me lo avevano preventivato ma non mi aspettavo di essere così disorientata.  Nel frattempo continuavo ad avere vertigini e improvvisi cali di pressione ma questo non si è  mai capito se era una cosa collegabile all'ic o meno. Ci sono voluti mesi prima che mi abituassi al nuovo modo di sentire. Ora sono passati ben 7 anni e nel frattempo ho cambiato anche la pa nell'altro orecchio e quindi il suono è più bilanciato e posso ritenermi soddisfatta anche se forse non lo so sfruttare a pieno perché in mezzo a più persone ancora non sento come vorrei.

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