Catia Agostini – Risentire la vita

Aprile 2016...

Una giornata come tante, finita coll’essere una giornata devastante.
Ricordo ancora quel giorno... come ogni mattina due lavoretti a casa e poi via, al lavoro, per tornare solo alla sera.... Trenta chilometri per arrivare al mio amato negozio, che rappresentava il mio sogno finalmente avverato. Io, per natura, sono sempre stata una persona che ama stare in mezzo alla gente, sono una chiacchierona e il mio negozio era diventato il ritrovo di clienti/amiche che ogni giorno passavano per due chiacchiere... Eh sì! Le chiacchiere il parlare l' ascoltare il ridere... Mai avrei pensato di perdere tutto ciò....

Mai... E invece la vita mi ha fatto lo sgambetto e mi ha messo a terra in solo mezza giornata. Quel pomeriggio mi sentivo strana, una sensazione di testa piena... Non saprei come altro spiegare, mi sembrava di essere ovattata. Ricordo che ero in pausa pranzo e il mio socio mi fece notare che mi stava parlando ma io proprio non me ne ero accorta, e continuavo a sentirmi strana... Mi accorsi che lo vedevo lì davanti a me che mi parlava ma, vuoi la paura che provai, vuoi che mi sentii le gambe tremare dal panico, feci finta di nulla e continuai sforzandomi di credere che era solo una sensazione. Verso le 18.00 venne in negozio una mia cliente... Una cara signora che per prima fu testimone di come la mia vita stesse cambiando inevitabilmente. Io la sentivo sempre più lontana, cercavo di mantenere il controllo ma ad un certo punto arrivai al punto di non ritorno. Di colpo mi sentii come sott'acqua... In quel momento tutto sarebbe cambiato per me.
Ad un certo punto Elena, la mia cliente, mi disse: senti Catia, dammi le chiavi del negozio! Chiudiamo e ti accompagno al Pronto Soccorso… poi aggiunse queste precise parole che non dimenticherò mai: Catia stai URLANDO!!!! Andai al Pronto Soccorso perché non avevo altra scelta e non capivo cosa mi stesse succedendo.

In Ospedale mi riscontrarono la pressione alta (ci credo!!!!), mi ricoverarono e il giorno seguente iniziai con la trafila di visite, cortisone, esami audiometrici. Responso: ipoacusia di grave entità bilaterale...

Ricordo ancora le parole dello specialista che subito contattai privatamente: dobbiamo escludere che ci sia una patologia grave come un tumore così feci tac urgente....
Volevo morire, ricordo che crollai subito, vedevo già la mia fine... I giorni passarono e gli esiti dei molteplici esami... Tanti ma tanti esami, persino visite agli occhi: erano tutti negativi... Dunque che avevo???? Intanto era importante ritornare a sentire e per prima cosa mi consigliarono vivamente le Protesi acustiche... Le portai un anno e il mio stato emotivo era veramente terribile, caddi in una forte depressione, non avevo e non volevo più sentire parlare del problema... Ma in realtà il problema c'era eccome, ma io non volevo farlo venire a galla... Avevo una bomba pronta ad esplodere nello stomaco.. E mentre fingevo che tutto andasse bene, iniziai senza accorgermene a isolarmi... La tv non la sento???? Bene non la guardo. Non riesco a usare il telefono???? Bene non lo uso... Facevo fatica a svolgere il mio lavoro ma non volevo ammetterlo; tante persone, tra amici e clienti, iniziarono ad accorgersi che non ero più la stessa persona di un tempo e chi aveva più confidenza mi diceva : ma guarda che tu non senti, non hai sentito Tizio che ti salutava, non hai sentito quello che Caio ti diceva!!!
Ogni volta per me erano pugnalate ... Ma non volevo ammetterlo. Nel frattempo tutto intorno a me si stava sgretolando. E passò un anno, in cui nascondevo a me stessa il grosso problema che avevo... Le protesi acustiche non mi servivano praticamente a nulla... Mi dissero che ero abilissima a leggere il labiale e questo mi salvava un pochino almeno nelle conversazioni a due. Questo fatto che leggevo così bene il labiale fece ipotizzare ad altri specialisti che io in realtà l' udito lo avessi iniziato a perdere già da un bel po' ma che il cervello era riuscito a compensare, fino a quel giorno di aprile in cui ebbi, come lo chiamo io lo "S-cioppone" grosso , vale a dire una vera e propria privazione improvvisa e totale, e il cervello non ce la fece più ad aiutarmi... la sensazione era esattamente quella di essere sott'acqua.

Ma io mi ostinavo a non ammettere a nessuno, e tanto meno a me stessa, di avere un problema, fino a quando, ad aprile dello scorso anno, la mia famiglia riuscì a convincermi a sentire altri medici e altri pareri. Il primario dell'ospedale di Cittadella ,in provincia di Padova, dopo avermi ricoverata di nuovo e avermi sottoposta a molti esami, arrivò a parlare di Impianto Cocleare.
Ehhhh??? Dissi io... Che cosa è???
Mi venne spiegato un po' a grandi linee e mi indirizzò a Piacenza dal Dott. Cuda. .. Fu così che iniziai a vedere la luce infondo al tunnel... Che bella sensazione!! Mi era ritornata la voglia di lottare, volevo ritornare a galla e ritornai una guerriera. Arrivai così dal Dott. Cuda, il quale, dopo un'altra serie di esami, colloqui con lo psicologo, sempre sotto la sua supervisione , con un sorriso infine mi disse: bene signora, per me lei è idonea per l'impianto cocleare...
Ero senza parole!!! ma decisa a riprendermi la mia vita..
Il 30 novembre sono nata una seconda volta....
E poiché io sono nata a giugno, ho il privilegio di festeggiare il mio compleanno due volte: a giugno e a novembre.

Commenti

Commenti

Nessun commento ancora

Lascia un commento