Carlos – Aspettando per quel giorno

 

 

C'era una volta un ragazzo di nome Carlos, la s l' ha voluta aggiungere lui  per darsi aree, già gli piace sempre scherzare...

Sono nato a Napoli nel 1977. Da piccolo, quando avevo due anni, ho avuto problemi a scandire le parole, che come disse mia mamma si risolse all'età di tre anni. Nel 1980,  pochi mesi dopo il terremoto, ci trasferimmo in periferia a Pomigliano D' Arco.

Devo dire che quel periodo è stato uno dei più belli, ero spensierato e stavo fino a sera in strada a giocare a pallone o in giro con amici.
Ricordo che avevo problemi a scuola, anche se sembravo attento in realtà non sapevo cosa rispondere alle domande delle maestre (probabile un calo di udito).  Alle scuole medie sono iniziati i primi problemi di bullismo, il primo anno sono stato bocciato, il secondo anno l' ho frequentato solo a metà. Nel novembre del 1989 siamo tornati a vivere a Napoli.
Alle medie ricordo che avevo problemi a capire le parole, ma non pensavo di non sentire. Per completare la scuola mio padre mi iscrisse all' Istituto Jervolino e feci due anni in uno.

Gli amori? Mai avuti. Ricordo che avevo 11-12 anni ed ero in vacanza con i miei. Conobbi una ragazza di origine americana anche lei in vacanza con la famiglia. Beh, mi piaceva, però non pensavo a cose tipo baciarci o uscire insieme. Forse la timidezza... Ricordo che un' amica mi disse che piangeva per me, ma io non sapevo cosa fare. Poi non la rividi più. Negli anni successivi pensavo a come cercarla. Vivo molto di rimpianti, non so, forse la colpa è dell' udito. Come ho scritto sopra sono sicuro che avevo problemi di udito da prima dei 12 anni, purtroppo non dimostrabile con esami audiometrici, infatti oggi non so se riuscirò a fare domanda per la sordità.

Iniziai le superiori, al solito, anche li fui vittima di bullismo. Il primo anno sono stato promosso e il secondo anno bocciato...
Lasciai la scuola e iniziai a lavorare al negozio di mio zio, avevo 16 anni, in quell' anno il problema uditivo venne a galla.

Avevo problemi a capire cosa dicevano al citofono, mio padre mi fece fare degli esami a Napoli e uscì fuori l' ipoacusia neurosensoriale bilaterale medio-grave.
Andammo pure a Verona e a Rovereto per capire se si poteva fare qualcosa per risolvere.
Poi dopo un' altra visita a Napoli mi venne consigliato di fare l' impianto cocleare.
Subii uno shock e rifiutai il consiglio (e me ne pento), ero un tipo complessato, non mi piacevo.
Zero amici, solo casa e lavoro e mi sfogavo comprando cd musicali.

Iniziai a portare le protesi acustiche ad entrambe le orecchie, scelsi le piccole (il mio secondo sbaglio)  sentivo un po' meglio ma non abbastanza. Ogni 3 anni cambiavo le protesi, sempre quelle piccole, le endoauricolari.
Passavano gli anni e la mia vita (schifo di vita) volava via.
Verso i 35 anni capii che dovevo cambiare protesi e iniziai a portare le retroauricolari, che mi davano un piccolo aiuto in più, ma sempre con l' ansia di nasconderle alla vista degli altri quando stavo sui pullman o in strada. Era più forte di me.
Arriviamo alla fine del 2017, io ero solito a cambiare barbiere, andai da uno che si trovava ai tribunali.
Appena entrai vidi questo signore calvo che aveva in testa degli strani aggeggi e chiesi cosa fossero. Mi disse che erano brutti si a vedere..ma che erano la sua salvezza! Parlammo un bel po' e mi convinsi che o prendevo in mano la mia vita pensando di trovare un modo per renderla viva, oppure potevo rimanere nell' oscurità fino alla fine dei miei giorni.
Tempo 5 mesi mi sono operato all' orecchio sinistro, il peggiore, sono stato operato dal dott. Leone all'ospedale Monaldi di Napoli.

Sono appena all' inizio della nuova vita ma fiducioso e convinto di aver fatto la scelta giusta. Ho sempre amato un cantante di nome George Michael. Una canzone che vedo azzeccata per questa mia nuova vita: "Waiting for that day"

Tradotto: "Aspettando per quel giorno".

 

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