Attivazione: che emozione!

Qualche mese fa, ad Aprile per la precisione e durante la convalescenza, ho raccontato parte della mia storia, dai tempi dell'infanzia a quelli del post operatorio all'Impianto Cocleare.

Manca quindi il racconto dell'attivazione. Eh si, il gran giorno, il più atteso e temuto allo stesso tempo. Alcuni amici già impiantati mi hanno consigliato di non aspettarmi niente di che, per non illudermi, per non restare delusa nonostante sapessi che con l'IC avrei ottenuto, con la dovuta pazienza, dei grandi risultati. Ricordo quel giorno come fosse ieri, curiosa al massimo di sapere cosa mi aspettava visto che ognuno, sui social, aveva raccontato esperienze diverse. Chi deluso, chi felice, chi riusciva a capire qualche parola già dall'attivazione e chi invece disturbato e frustrato dalla gran confusione.

Com'è stata la mia attivazione? EMOZIONANTE!

Si, mi sono emozionata a sentire, una volta collegato il processore al computer, quella scala di suoni sempre più acuti che, seppur usufruendo da anni delle Protesi Acustiche, avevo dimenticato esistessero.

Generalmente si ricorre all' Impianto Cocleare in caso di sordità profonda, ma anche quando le Protesi Acustiche diventano insufficienti, specialmente in casi di scarsa discriminazione del parlato, nel rumore. Per rumore si intende anche all'interno di un'automobile, negli autobus, nei bar, negli studi medici, negli ospedali, all'interno di un palazzo, ma anche durante una semplice passeggiata in città, con un'amica. Tutte, forti, fonti di stress per chi vorrebbe capire almeno la metà delle parole dette, senza dover indispensabilmente leggere il labiale.

Il giorno dell'attivazione. Entrata in ospedale, al Policlinico Gemelli dove sono stata impiantata, ecco che mi viene consegnato dal team, lo zaino della Cochlear, con dentro il processore del colore da me scelto e tutto il resto del materiale fornito: 2 batterie ricaricabili, un vano batterie usa e getta, un blister di batterie usa e getta, 2 cavetti di misure diverse, 2 magneti di intensità diversa, deumidificatore elettrico, deumidificatore da viaggio, telecomandino, Phone Clip, Kit acqua+ per rendere subacqueo l'impianto e tante altre cose, compreso il manuale d'uso indispensabile, si, perché con tutti quegli accessori nuovi e l'immensa emozione addosso, giuro che non stavo capendo proprio nulla, e nei giorni successivi, mi sono stati di grande aiuto.

Bene, il processore retroauricolare è stato “montato” tra cavetto, magnete e bobina dalla dottoressa, ed ecco che mi dice: “Metti l'impianto”.

Indossare l'impianto per la prima volta? Un' impresa!

Capirai, con la montagna di capelli ricci che mi ritrovo, sarò stata almeno due minuti buoni alla ricerca del magnete per far aggrappare la bobina. Una vera caccia al tesoro! Eppure, nel mio caso, il magnete è abbastanza forte che, solo avvicinandolo un po', si aggrappa da se, ma l'emozione della “prima volta” gioca brutti scherzi, è solo questione di abitudine, ma ero in estasi per l'attivazione!

Bene, dopo svariati tentativi, il processore è finalmente attaccato alla mia testa e collegato, tramite cavo, al computer, per iniziare alcuni test. Pronti per la prova dei suoni fastidiosi: “Quando senti troppo fastidio, alza la mano”. Ho fatto tutto tranne che alzare la mano, ma vabbè, in ospedale sono abituati!

CHE EMOZIONE...sentivo quei suoni così belli e così acuti e così perfetti dei quali avevo DIMENTICATO L'ESISTENZA.

Sempre più acuti, SEMBRAVANO NON FINIRE MAI... ma dal suono così pulito e chiaro. Una volta sistemata la regolazione, adattata alla circostanza dell' attivazione, ecco che siamo pronti per accendere il processore e per andare a fare un giretto nel bar dell'ospedale, per controllare che non fosse troppo fastidiosa la regolazione.

Oddio. Ma che è sto casino? Qua scoppietta tutto! Fischi, rimbombi, voci talmente meccaniche che sembravano tutti Paperino. Manco fossi nel cartone animato della Disney. Beh, l'entusiasmo iniziale chiaramente è un pochino andato scemando, perché quei suoni così belli e puliti che avevo sentito durante le prove dei fastidi, non li sentivo più. Mi avevano avvisato però, che l'attivazione serve, SOLO ed ESCLUSIVAMENTE, per abituare il nervo acustico e NON per SENTIRE.

Tornata al reparto dalla passeggiata, per verificare il mio livello di sopportazione a tutti quei rumori, confermo all'equipe di potercela fare, e mi suggeriscono di cambiare programma del processore una volta a settimana prima di tornare al mappaggio successivo. Il mio Impianto, come altri, ha 4 programmi regolabili, a seconda delle necessità, e in quella occasione, programmati per progredire gradualmente.

Sentire: che gioia! Dal giorno dell'attivazione ho iniziato a fare logopedia con mia madre, e nonostante la voce fosse incredibilmente metallica, riuscivo a capire le parole che diceva. La differenza rispetto alle Protesi Acustiche è stata netta sin da subito. Non più voci calde e ovattate, ma forti, squillanti e comprensibili in ogni singola lettera dell'alfabeto, forse mi sfuggivano le vocali, ma non potevo pretendere di più dall'attivazione.

Il primo mese è stato sicuramente il più travagliato, perché abituarsi a rumori fastidiosi e voci metalliche e forti, no, non è facile, ma giorno dopo giorno, mappaggio dopo mappaggio, l'udito migliorava senza che neanche me ne accorgessi. Pian piano ho iniziato a sentire suoni, decifrandone la provenienza e la tipologia: il ticchettio di un orologio, la gocciolina dell'acqua nel termosifone, il cinguettio degli uccellini, il frinire delle cicale, le suonerie di elettrodomestici e dei telefoni, il timer del forno, il campanello della porta di casa, il citofono, l'acqua che sale dalla moka del caffè, voci di persone che parlano da stanze o piani diversi della casa persino con le porte chiuse, il ticchettio delle zampette del cane sul pavimento!

Cinema! Sono andata al cinema, la prima volta con l'IC, dopo solo 3 mesi dall'attivazione. Erano anni che non capivo quasi più nulla di tutto il film, eppure ci andavo lo stesso, perché mi piaceva, ma sempre più raramente e scoraggiata all'idea di andare per non capire nulla. La mia reazione stavolta è stata di sorpresa. Ho sentito quasi tutte le parole del film, dall'inizio alla fine, e ho capito la trama. Dico questo perché, chi come me ha perso gran parte dell'udito successivamente all'infanzia, sa bene cosa significa capire grazie alla memoria uditiva, anche non sentendo bene, riuscivamo lo stesso a seguire il filo logico di un discorso. Grazie all'ascolto bimodale, Protesi Acustica da una parte e Impianto Cocleare dall'altra, la prima è di supporto al scondo, almeno finchè l'IC non supera di gran lunga la PA, con il tempo.

Una nuova vita! Lo scorso mese, Ottobre, ho voluto partecipare ad un corso di volontariato, cosa impensabile anni fa con le sole Protesi Acustiche, ma ho voluto mettermi alla prova e sfidare il mio nuovo modo di sentire. Esito finale: sono riuscita a capire tutto ciò che l'istruttore ha spiegato, senza dover indispensabilmente leggere il labiale, non solo, non ho mai preso così tanti appunti in tutto il mio percorso scolastico.

Attualmente sono trascorsi 6 mesi dall'attivazione, e se ascoltassi con il solo IC, direi che le voci siano ancora un pochino metalliche, mentre i suoni no, sono chiari e perfetti. Ho ripreso a parlare al telefono usando l'orecchio impiantato, magari non saranno ancora voci calde e naturali, ma riesco a capire quasi tutto, ed è per me di fondamentale importanza.

Raccontando la mia esperienza vorrei essere sicura che sia chiaro, che ognuno di noi, ha avuto e avrà percorsi diversi, impossibile quindi fare paragoni su chi sente prima e meglio, anche perché influisce molto lo stato d'animo. Non posso di certo dire che senta alla perfezione, ma neanche di sentire male o di non capire. Rispetto alla resa protesica, mi vien da dire che sento una “bomba”, ma questo perchè, prima, mi sentivo esclusa dal mondo.

Addirittura, se girata di spalle mi sfuggivano: “Grazie, buona giornata” ; “Salutami tua mamma”; “Ci vediamo domani”, adesso non mi sfuggono più e nonostante riesca a sentire, mi è rimasta la vecchia abitudine di non rispondere. In sostanza potevo apparire maleducata a chiunque non sapesse della mia sordità. Con l'IC invece rimango stupita di aver sentito, anche se girata di spalle all'interlocutore!

Entro in un bar: una volta preso il caffè, ho l'abitudine di ringraziare e di porgere i miei saluti prima di uscire, ma capita anche di vedere i baristi talmente indaffarati con altri clienti che penso, probabilmente, non mi sentirebbero. Ma mentre mi allontano capita di sentire: “Grazie, buona giornata”. Tra me e me penso: “Ho capito bene? Stava dicendo a me?”. Allora mi giro e rispondo: “Grazie, buona giornata anche a te”.

Eleonora

Racconta anche tu la tua storia e inviala a: latuastoria@impiantococleare.info

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