La memoria uditiva

"La memoria è uno strumento molto strano, uno strumento che può restituire, come il mare, dei brandelli, dei rottami, magari a distanza di anni..."  Primo Levi

Questo pensiero, per chi ha perso l' udito da piccolo o da grande, potrebbe essere un buon compagno lungo il percorso della riabilitazione post impianto.

Cerchiamo di capire il perché

Cosa hanno in comune i bambini che gridano mentre giocano, la suoneria del cellulare, il vento che gonfia le vele e un brano di Mozart? Sono suoni o rumori, possono essere piacevoli o fastidiosi, ma vengono percepiti da un unico organo: l'orecchio.

L' udito non serve solo per sentire suoni ma anche e sopratutto, a rendere immortali emozioni e accadimenti della nostra vita, legate ai suoni.
L'orecchio ascolta, il cervello li trasforma in ricordi.
Lo sciabordio delle onde del mare ci riporta alle vacanze durante l' adolescenza, all' emozione dei primi baci.
Le note di certe canzoni ascoltate in momenti per noi speciali, diventano la colonna sonora dei nostri ricordi, delle nostre storie.
Anche mentre mangiamo, gli stimoli uditivi contribuiscono ad arricchire le informazioni sensoriali che il cervello riceve riguardo al cibo. Quando introduciamo in bocca del cibo, gli stimoli uditivi interni, unendosi a quelli tattili, creano già delle aspettative circa quello che stiamo per mangiare grazie appunto ai due sistemi di memoria, quella uditiva e quella tattile. Ad esempio, se il cioccolato non fa 'ciock' o una patatina non fa croc, ecco questo dovrebbero farci subito pensare e insospettire che forse non stiamo mangiando qualcosa che ci darà piacere.

La memoria uditiva, dopo la memoria visiva, nella maggior parte delle persone, è il senso più utilizzato nella vita di tutti i giorni.
Se vogliamo ricordare un brano, una poesia, un discorso di un parente, l'abbaiare di un cane, il suono di un vetro che si rompe, il rumore di un petardo che scoppia, basta pensarlo e in qualche modo dentro la nostra testa una memoria si attiva, producendo un "suono" nella nostra mente o meglio, quello che abbiamo cercato e quello che la nostra memoria ci sta fornendo.

L' essenziale è invisibile agli occhi ma ascoltare è un arte, perché si ascolta con lo sguardo,con il cuore,con l’intelligenza.

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