LE RISPOSTE DI ADVANCED BIONICS

 

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1) Quale fattore, più di ogni altro, ritiene sia fondamentale per ottenere il risultato migliore che questa straordinaria tecnologia è in grado di offrire?

L’obiettivo primario di chi sviluppa questa straordinaria tecnologia deve essere la massimizzazione delle prestazioni uditive con l’impianto cocleare. In AB siamo convinti che sia proprio il modo in cui l’impianto lavora che ne definisce l’impronta digitale, il DNA della tecnologia stessa. La modalità di funzionamento è complessa, ma ciò che ha ispirato ed ispira tutt’ora i nostri ricercatori è il principio di riportare elettricamente in modo molto fedele il segnale acustico. Considerando i tre elementi che caratterizzano il suono, l’impianto cocleare AB ne descrive i dettagli attraverso modalità di stimolazione che possono raggiungere elevate velocità (tempo), un numero elevato di canali di stimolazione (frequenza) e un’ampia gamma di suoni (intensità).

L’impianto cocleare è un po’ come un pennello nelle mani di un bravo pittore: così come un pennello a punta fine riesce a cogliere tutti i dettagli di un viso e creare un bel ritratto, così l’avanzata tecnologia dell’impianto cocleare AB riesce a riportare i dettagli del suono restituendone naturalezza e completezza.
La massimizzazione delle prestazioni passa anche dal riuscire a sfruttare appieno le potenzialità uditive di ogni singolo individuo: residui uditivi, la possibilità di utilizzare entrambe le orecchie, la connettività ed una ergonomia che sia tale da poter affrontare tutti gli ambienti acustici e permettere un utilizzo continuo del dispositivo. Il tutto personalizzato alle soggettive esigenze del singolo utilizzatore.

 

2) Come è strutturata la parte interna? Quali tipologie di elettrodi sono disponibili? Come funzionano gli elettrodi virtuali? Quante informazioni vengono inviate al nervo acustico?

La parte interna è in titanio e silicone resiliente, l’elettronica è caratterizzata da 16 generatori di corrente indipendenti, per poter gestire in maniera autonoma e flessibile ciascun elettrodo. L’architettura dell’impianto AB è, quindi, estremamente flessibile con elevata capacità di calcolo: ad oggi è sfruttata soltanto in parte (meno del 50%), rendendola così fruibile per le future innovazioni tecnologiche senza dovere ricorrere ad una nuova chirurgia.

Il magnete è rimovibile per permettere di effettuare indagini di risonanza magnetica con o senza la rimozione del magnete fino a 3 Tesla. La forma del ricevitore stimolatore prevede diverse opzioni: la prima, propriamente indicata in ambito pediatrico, ha il profilo sottile ed il fondo piatto mentre la seconda prevede un alloggiamento nell’osso temporale ed una sottile flangia che vi si appoggia sopra. Il chirurgo ha a disposizione elettrodi perimodiolari, diritti e mid-scala in modo da poter approcciare tutti i tipi di coclea.

Tutti sono stati sviluppati per essere il più possibile atraumatici, per permettere una completa copertura cocleare elettrica e per consentire consistenza di posizionamento e confidenza di inserzione. Grazie alle moderne strategie di elaborazione, al nervo acustico vengono inviati dettagli di tempo, frequenza ed intensità: la possibilità di stimolare simultaneamente ed in maniera controllata due elettrodi vicini, risulta nella grande opportunità di poter controllare i campi elettrici così da poter stimolare aree intermedie tra due elettrodi e creare, così, degli ulteriori siti di stimolazione (canali virtuali).

Ad oggi la strategia di stimolazione AB proposta in prima battuta ad un neo utilizzatore lavora su 135 bande di frequenza con velocità di stimolazione di altre 55 mila impulsi al secondo: il nervo acustico è soggetto a continue sollecitazioni di natura sia frequenziale che temporale in modo da rispondere agli stimoli acustici nel modo più naturale possibile.

 

3) Quante strategie di mappaggio, e quali, è possibile usare? le differenze tra queste? 

L’Audiologo dispone di un’ampia scelta in base al soggetto utilizzatore dell’Impianto AB: dalle più moderne strategie Optima e Fidelity120, che permettono di controllare i campi elettrici creando fino a 135 siti di stimolazione (canali virtuali) e, quindi, consentono di raggiungere un eccezionale dettaglio spettrale e temporale, alle tradizionali HiRES-S/P operanti su 16 bande con la possibilità di raggiungere elevate velocità di stimolazione per meglio rappresentare le strutture fini del suono, fino ad arrivare alle storiche CIS ed MPS che vanno ad operare su 8 bande frequenziali.

 

4) Senza paragoni con altre marche, quale aspetto ritiene un punto di forza di AB?

L’approccio olistico ed integrato nel considerare l’Impianto Cocleare come un sistema ad alta fedeltà dove a ciascun componente è richiesta la massima prestazione: dalla parte interna alle soluzioni esterne, che esse siano due processori, un processore e la protesi acustica o un processore ed il sistema CROS per sfruttare, comunque, anche l’orecchio controlaterale.

 

5) Riguardo i pazienti: c'è qualcosa, che, grazie al tuo lavoro, ti ha colpito?

Ho la fortuna di aver lavorato per tanti anni come specialista di prodotto e questo mi ha permesso di  conoscere tanti utilizzatori di Impianto Cocleare, tante storie straordinarie da cui trasudano forza di volontà, spirito di sacrificio e tanta, tantissima gioia.

 

6) Cosa ci riserva il futuro?

Il futuro è un mondo dove chiunque può godere del piacere dei suoni e vivere la propria vita senza limiti! Questo grazie a soluzioni sempre più personalizzate che permetteranno di sfruttare a pieno il proprio potenziale uditivo e a servizi sempre più efficaci e a portata di mano. Chi riceve o ha ricevuto un impianto cocleare AB può guardare al futuro certo che dal mondo Sonova arriveranno ancora tante sorprese ed innovazioni.

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