Il dono dell’udito e la conquista della felicità

Riflettendo qua e là...

Leopardi diceva che l'uomo non può essere mai felice perché o vuole ciò che non ha, e prova dolore, oppure non vuole ciò che ha, e prova la noia. "Non volere ciò che ha" vuol dire non apprezzare ciò che possiede e, secondo Leopardi, quando l'uomo riesce a raggiungere ciò che voleva ecco che inesorabilmente dopo poco non lo apprezza più ... quindi la felicità, che si traduce nel volere ciò che si ha, è impossibile, secondo il pensiero leopardiano.

Ho sempre pensato che non avesse tutti i torti: vedevo i miei coetanei desiderare tanto qualcosa e poi non apprezzarla più ... vedo tutt'oggi persone che non apprezzano ciò che hanno, che, peggio, non sanno di avere ciò che possiedono.

Noi, che che stiamo facendo un percorso verso la conquista dell'udito, difficilmente possiamo cadere in questo errore... sentire le cose che prima ci erano negate ci dà una gioia suprema che, paradossalmente, è negata a chi questa opportunità non l'ha mai perduta. Non voglio dire che siamo fortunati ( è forse osare troppo!) ma che sicuramente apparteniamo a una categoria di persone che Leopardi non poteva contemplare: persone che si commuovono a sentire il cinguettio degli uccelli, le onde del mare, lo scrosciare della pioggia, persone che si commuovono a sentire i tanti suoni che conquistiamo come tesoro, un tesoro che prima ci era celato e adesso è tanto tanto prezioso. Donandoci così una felicità che nel tempo non sarà mai perduta.

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