Pierfrancesco: Oltre la sordità c’è il lavoro della mia vita

Sono Pierfrancesco, nato in Basilicata e sono sordo dalla nascita. A due anni e mezzo, un medico otorino, mi ha diagnosticato l’ipoacusia neurosensoriale profonda bilaterale, dopodiché sono stato protesizzato a San Giovanni Rotondo. Ho frequentato la scuola materna e andavo da una logopedista, a scuola i rumori mi davano spesso fastidio e di conseguenza toglievo le protesi acustiche. Non è stato semplice, ma ringrazio la tenacia di mia madre che mi imponeva di usarle sempre.
Il recupero uditivo era minimo, nonostante facessi tutti i giorni la logopedia e la riabilitazione acustica, sia a casa con i miei familiari che con la logopedista, cosicché mi hanno consigliato di fare l’intervento chirurgico per l’impianto cocleare. Avevo 6 anni e mezzo.
Attivato l'impianto cocleare ho dovuto ricominciare la riabilitazione e la valutazione logopedica, perché non riconoscevo i suoni e dovevo imparare a riconoscerli, con una nuova stimolazione non più acustica ma elettrica. Durante la scuola elementare, per poter imparare bene la grammatica italiana, fu deciso di non farmi studiare la lingua inglese, per non farmi confondere con le diverse pronunce. Ho partecipato al teatro scolastico, mi ha aiutato tanto ad allenare la memoria uditiva.
Alla scuola media ho studiato la musica e suonavo la chitarra, riuscivo ad indovinare i suoni delle note dove, alle spalle, il professore di musica ne dava i segnali. Ho frequentato il liceo scientifico, i primi tre anni mi sono sentito un ragazzo semplice, come tutti gli altri. Avevo il motorino e uscivo con i miei amici. Gli ultimi anni del liceo sono stati un inferno, perché il tempo stava per scadere e non pensavo ancora al futuro, non riuscivo a capire quale sarebbe stato il mio obiettivo per andare avanti.
Mi sono iscritto all’università di Milano - Tecniche Audioprotesiche, volevo le risposte giuste per gli audiolesi e conoscerne le eventuali soluzioni, in modo da risolvere i problemi ed aiutare le persone indecise, dare consigli a chi ne avesse bisogno. Sono ormai alla fine del percorso universitario e ho iniziato a preparare la tesi, basata sulle difficoltà di portatori di IC e ipoacusici ai tempi di Covid-19.
La vita di tutti è cambiata radicalmente e quasi tutto si svolge con il digitale, online: le lezioni, i corsi, le videochiamate, le riunioni, lo smart working.
Allego questo questionario anonimo, sono domande alle quali vi prego di rispondere, sono utili per fare un sondaggio sulle difficoltà che deve affrontare chi ha problemi uditivi e si trova in una situazione particolare, come ad esempio l’uso delle mascherine che non permettono di vedere la bocca dell’interlocutore e la distanza, per mantenere il distanziamento sociale di sicurezza.

Questionario online: clicca qui

Vi ringrazio sin da ora.
Pierfrancesco

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