RIABILITAZIONE LOGOPEDICA SU PAZIENTE IN ASCOLTO BIMODALE

DEFINIZIONE DI ASCOLTO BIMODALE

Per prima cosa è importante chiarire bene che cosa si intende per ascolto bimodale:

“contemporaneo utilizzo dell’impianto cocleare e di una protesi acustica nell’orecchio controlaterale”.

E’ un caso molto diffuso, soprattutto tra gli adulti, che molto spesso, vengono impiantati nell’orecchio peggiore e nel controlaterale continuano a portare la protesi.

 

A COSA SI VA INCONTRO

Devo essere sincero, all’inizio del mio percorso (ora sono bilaterale), questa situazione mi ha ingenerato parecchi dubbi e paure, la più sentita era quella di fare della confusione nell’ascolto bimodale, perché detto per inciso, non avrei in nessun modo accettato di non utilizzare entrambe le orecchie (diamine, sono due, un motivo ci sarà).

La molla per la corretta decisione è stata come al solito, la condivisione delle esperienze, parlai con una paziente nella mia stessa situazione e mi informai in giro sui forum e gruppi di ascolto, le conclusioni erano sostanzialmente di due tipi:

  • Vedrai che ti abituerai
  • Vedrai che dopo vorrai fare anche il secondo (come poi avvenne)

Solo in seguito scoprì, sulla mia pelle, quello che divenne il mio mantra :

Sentiamo con gli strumenti a nostra disposizione (orecchie, impianti e protesi) ma capiamo con le nostre funzionalità cerebrali

Chiaro questo concetto, viene da sè pensare che dopo un periodo di adattamento, tutto andrà per il meglio.

E’ proprio di questo periodo di adattamento che vi voglio parlare, in una parola “Logopedia”.

 

ESPERIENZA LOGOPEDICA

Posso ovviamente raccontarvi la mia esperienza, spesso anche conflittuale in merito, è però altrettanto ovvio che ogni ospedale segue un determinato protocollo ed ogni paziente ha una propria storia clinica e proprie esigenze.

Nel mio caso, l’orecchio peggiore non aveva mai sentito, e questo da oltre 40 anni, mi sono sempre appoggiato sull’orecchio con la protesi acustica che ovviamente era diventato il mio orecchio “migliore”.

La riabilitazione non poteva che partire in modo unilaterale, ossia con esercizi solo sull’orecchio con IC, questo approccio mi trovava sostanzialmente d’accordo con le direttive dell’ospedale che mi seguiva e siamo andati avanti per diverso tempo in questo modo, tuttavia, i test periodici di comprensione per la verifica dei risultati includevano le prove fatte solo con orecchio con protesi e con stimolazione bimodale.

Il consiglio dell’ospedale era di portare entrambi durante la giornata lavorativa e in ambienti conosciuti di stare il più possibile solo con l’impianto al fine di velocizzare l’apprendimento.

Su questa loro indicazione, devo ammettere di non essere stato uno studente modello, un po’ per difficolta oggettive, all’inizio, per chi come me non ha mai sentito dalla parte impiantata, non è stato facile discriminare, inoltre la solita questione etica, le orecchie sono due, non voglio abbandonare il mio orecchio migliore, ma tranquilli è solo questione di tempo e di equilibri che secondo me si trovano da soli, anzi li trova lui (il cervello) per noi.

Alle mie domande di confronto e di condivisione sull’argomento, la prof mi diceva che in alcuni ospedali, impongono al paziente un silenzio di circa tre mesi nell’orecchio dove portano la protesi, per sviluppare esclusivamente l’orecchio impiantato, su questo eravamo entrambi concordi nel definirlo dannoso.

La logopedia è durata più o meno un anno e mezzo ed è stata sempre fatta sull’orecchio impiantato, salvo qualche sporadico caso al fine di valutare la predominanza di un orecchio sull’altro, quando finalmente ci si è accorti (dopo circa un anno) che il mio orecchio migliore restava quello con la protesi allora il consiglio di utilizzare il più possibile solo l’orecchio impiantato è venuto meno ed io ho finalmente trovato un equilibrio che mi ha portato in primis a considerare complementari i due modi di sentire e successivamente a sottopormi ad impianto cocleare anche nell’orecchio con protesi con lo scopo di raggiungere la stimolazione ibrida (acustica per le frequenze esistenti ed elettrica per quelle mancanti) in modo da avere un patrimonio uditivo completo al 100%.

 

E CHI SENTE ANCHE SENZA PROTESI ?

Non è il mio caso e pertanto posso solo riferire come persona informata sui fatti, nell'eventualità abbiate dei residui così apprezzabili da sentire e capire qualcosa anche senza protesi ? O meglio ancora, la vostra sordità è solo monolaterale ?

In questo caso, fermo restando i principi guida, che nel primo anno prevedono di potenziare maggiormente l'orecchio operato, di norma si procede ad una schermatura dell'orecchio "buono" per mezzo di tappi o di cuffie che producono un lieve rumore bianco, in questo modo l'attenzione del cervello, dopo qualche minuto, si sposta automaticamente sull'ascolto desiderato dove appunto c'è il vostro nuovo impianto.

 

CONCLUSIONI

Concludo con un aspetto a mio avviso non secondario, la logopedia non viene fatta solo con il professionista ma anche individualmente o con famigliari ed amici, in questo caso ho preferito sviluppare solo l’orecchio impiantato, questa strategia ha pagato, perché oggi, che devo stare nell’orecchio operato di recente, senza protesi, in attesa dell’attivazione, l’orecchio con impianto è progredito in maniera tale da permettermi un ascolto tranquillo, di telefonare e di fare call conference, i primi giorni sono stati di adattamento, ma poi lui, che è plastico, ha pensato a tutto.

 

#FUCKDEAFNESS

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