MED-EL SONNET VS RONDO 1

"Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola"

(Voltaire)

SONNET VS RONDO

A sinistra processore "Rondo" (prima versione) a destra processore "Sonnet Eas"

Questo articolo non vuole essere un paragone tecnico tra i due processori me-del che attualmente indosso, ma vuole aiutare, per mezzo della mia personale esperienza, chi deve scegliere un processore esterno, a capire, dal punto di vista dell’utilizzo, quale possa essere la soluzione migliore per sè.

Nel 2015, per ragioni esclusivamente estetiche, ho scelto il rondo perché, con i capelli un po’ più lunghi del solito, potevo nasconderlo; non potevo sapere che nel giro di due anni l’orgoglio di sentire bene con due impianti ha sdoganato questo aspetto e mi ha reso, verso il mondo esterno, fiero di avere risolto un problema che poteva condizionare le relazioni e di conseguenza la mia vita.

 

Oggi ho un sogno: quando qualcuno vede una persona che porta un impianto cocleare o una protesi acustica lo guardi nello stesso modo con cui guarderebbe una persona che porta gli occhiali, questa è la sfida e per vincerla occorre tanta ma tanta informazione.

 

Torniamo a noi, nel 2017 mi candido per un secondo impianto, a differenza del primo però l’obiettivo è di salvare i residui uditivi e di conseguenza indossare un impianto cocleare EAS, ossia, per chi non lo sapesse, un impianto che combina una componente acustica (come le protesi) ed una componente elettrica (quella dei classici impianti cocleari).
Tale situazione permette un recupero più rapido ed una ascolto della voce e della musica più naturale, per ottenere questo risultato è necessario che un bravo chirurgo riesca a preservare i residui e successivamente che il processore sia di tipo BTE per poterci agganciare la chiocciolina per la parte acustica. Esteriormente, infatti, si presenta come una fusione di impianto e di apparecchio acustico.

 

La Prova

Tuttavia prima dell’intervento, poiché  non è possibile sapere con certezza la buona riuscita dello stesso in termini di preservazione dei residui,  ho deciso di effettuare una prova del Sonnet sull’orecchio dove sino a quel momento avevo portato il rondo pertanto ho preso appuntamento presso il Me-del Care center e ho spiegato loro che avrei voluto provare in loco da loro il processore Sonnet al posto dell’abituale Rondo per rendermi conto delle differenze.

Processore Rondo 1

Processore Sonnet Eas

 

 

 

 

 

 

Sono arrivato così all’appuntamento a Milano al Me-del Customecar Center dove,dopo essere stato accolto dal gentilissimo Dott. Tommaso Lomboni, grazie alla competenza tecnica di Fiorenza Antonacci è stata possibile la prova che ora vi racconterò e che ahimè mi ha dimostrato che l’aspetto estetico in questo campo non è proprio la priorità.

Il primo passo è stato quello di settare il processore da provare (Sonnet) con la stessa mappa del processore abitualmente utilizzato (Rondo)

Una volta terminata questa parte tecnica che non ha avuto necessità di un mio supporto, Fiorenza ha duplicato, anzi triplicato, la mappa al fine di poter associare le tre possibilità di gestione del secondo microfono.

Apro una parentesi: la prima differenza sostanziale tra il processore rondo ed il processore sonnet è proprio questa, il primo ha un unico microfono, il secondo ne ha due, uno di questi può essere regolato in quattro modi diversi:

  • Natural, che simula il padiglione auricolare, davanti tutti i suoni e dietro solo i suoni gravi (non i medi  e nemmeno gli acuti)
  • Adaptive, che fa passare solo i suoni che arrivano davanti ed azzera quelli che arrivano dietro (col risultato che arrivano ovattati ed è efficace in ambienti rumorosi)
  • Omnidirectional, aperto a 360 gradi, ossia entrano tutti i suoni
  • Dynamic, dove viene impostato un limite di decibell e, quando vengono superati, Dynamic cambia automaticamente in Adaptive

 

Una volta acceso, la mia prima esclamazione è stata “Mo dabo’ ? “ che in dialetto parmigiano significa “ma davvero ?”: non potevo crederci, la voce rispetto al rondo mi sembrava più naturale, più comprensibile e più dettagliata rispetto al rondo, ma il bello doveva ancora venire.

Abbiamo settato il microfono “Adaptive” che permette di focalizzare per l’appunto la voce di chi hai davanti abbassando i rumori che vengono da dietro, contestualmente è stata aperta la finestra che dà su una via molto trafficata e quindi rumorosa e per ultimo dietro di me un cellulare trasmetteva musica.

Le parole comprese a bocca schermata col sonnet sono state nettamente di più rispetto a quelle capite con il processore rondo in quanto, è innegabile, il secondo microfono aiuta tanto perché simula la funzione dei padiglioni auricolari e pertanto in qualche modo isola dal rumore che non interessa sentire.

Mi sono pertanto convinto che, se anche non mi fossero stati salvati i residui, avrei comunque scelto un sonnet; poi, fortunatamente, tutto è andato per il meglio ed eccomi qui con mio EAS.

 

Oggi indosso entrambi, il paragone tra le due orecchie non è possibile perché partivano in primis da due basi diverse e poi hanno, per l’appunto, due stimolazioni diverse, però un dato oggettivo, che può essere interpretato, c’è.

Il test olsa, eseguito a Piacenza dopo un anno di sonnet e tre di rondo è impietoso: -0,7 db con il sonnet e +4,2 db col rondo.

Ma spiego meglio in cosa consiste il test olsa: si tratta di un test fatto in condizioni di rumore (il vero tallone d’achille dell’impiantato), nel quale il paziente deve confermare quanto sentito su 5 set di parole che non hanno attinenza tra loro, in modo che non sia il cervello che mette assieme la frase, a titolo di esempio la frase “Chiara manda poche sedie utili” rende bene l’idea.

Il risultato ottenuto certifica a che livello di db sono state sentire almeno il 50% delle parole rispetto al rumore, pertanto tornando ai nostri risultati, con il sonnet il rumore può essere lievemente più alto (sino appunto a 0,7 db) rispetto alle parole per sentirne almeno la metà, per il rondo invece è necessario che il rumore sia di 4,2 db più basso rispetto alle parole per sentirne la metà.

 

Conclusioni

Eccezionale, vero ? C’è però da dire che non è solo colpa o merito del processore, in quanto l’orecchio dove porto il rondo è decisamente a un livello peggiore (nonostante sia da più anni impiantato) a causa del fatto che per oltre 40 anni non ha mai sentito; tuttavia una differenza così marcata mi porta a pensare che nel rumore il sonnet si comporti decisamente meglio rispetto al rondo.

Occorre però spezzare una lancia anche a favore del rondo: è decisamente comodo da indossare, è discreto ed ha una ottima autonomia, si fa preferire per chi vuole praticare sport grazie alla fascia che lo contiene e, anche nel caso lo si voglia utilizzare con l’acqua ha la bustina apposita (waterwear);  inoltre ha meno problemi di manutenzione (niente cavetti).

A conclusione di tutto, però, la domanda che ognuno deve farsi è se questa comodità più importante rispetto a performances uditive nettamente diverse.

Ad ognuno la propria risposta, io la mia l’ho data.

 

Commenti

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1 Risposta

  1. Io indosso un Kanso, che ha 2 microfoni a differenza del Rondó. Ho sia la mappa che filtra lo sfondo, sia quella aperta a tutti i suoni ambientali. Nel rumore (a tavola con tanti che parlano) non capisco ugualmente niente con entrambe le regolazioni. Capirei qualcosa con un processore cochlear bte? Retroauricolare. Qualcuno ha provato a confrontare le loro prestazioni come ha fatto Cristian con medel? Sammartino Francesco

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