Sordità: riconoscimento invalidità prima parte

Invalidità

Invalidità, sordità, handicap, disabilità sono espressioni che dobbiamo farci piacere nell’affrontare la questione del riconoscimento dei nostri diritti. Certo, è orribile definire sorda, handicappata, disabile una persona che è alta o bassa, giovane o vecchia, timida, estroversa, nervosa, pacata … purtroppo i rapporti con la pubblica amministrazione prevedono definizioni e categorie, pertanto è molto utile e importante familiarizzare con queste espressioni. Comunemente, la persona sorda è colui o colei che non sente, semplice no? In realtà la sordità è il “risultato” e non la patologia. Possiamo avere :

  • una sordità genetica o congenita (sono molto differenti) dalla nascita
  • una sordità che si sviluppa in età adulta a causa di un trauma o per aver trascorso molto tempo in ambienti rumorosi
  • una sordità a causa di una malattia ( classici esempi, la meningite e la sindrome di Meniérè )
  • si può diventare sordi con l’avanzare dell’età e per molte altre cause, alcune delle quali non sono ancora ben chiare.

Il riconoscimento è un diritto

Il primo passo riguarda la composizione del quadro clinico: esami audiometrici, eventuali tac e risonanze magnetiche, analisi genetiche, tutta la documentazione che riguarda la diagnosi. Il consiglio in questo caso è di fare questi accertamenti presso un’asl in quanto audiometrici effettuati privatamente non sono ammessi come validi.
In possesso di queste informazioni si potrà iniziare l’iter per il “riconoscimento” in quanto non tutti i sordi sono tali per la legge! D’altronde, ogni sordità ha la sua storia, siamo tutti diversi, soltanto abbiamo in comune “il non sentire bene”.
In questa rubrica andremo a vedere le differenze tra invalidità civile, sordo civile, situazione di handicap ai sensi della legge 104, art. 3 sia comma 1 che comma 3.

Fuckdeafness: affiancamento, ci proviamo

Tratteremo sia il percorso per richiedere queste certificazioni, sia come muoversi nel caso di rivedibilità, ovvero quando, allo scadere del termine della certificazione, si dovrà ritornare in commissione: attenzione, la rivedibilità non è la norma !
Un altro aspetto da conoscere riguarda le agevolazioni economiche cui si ha diritto a seconda sia del tipo di riconoscimento, sia della regione in cui siamo residenti, le possibili combinazioni sono veramente tante, le commissioni poi sembrano avere parametri di giudizio differenti tra loro e tutto ciò crea in noi smarrimento, rabbia, frustrazione.
Molti adulti affetti da sordità hanno voglia o necessità di svolgere un lavoro, in questo senso c’è ampia libertà di essere assunti come un qualsiasi dipendente, collaboratore, ecc … oppure di iscriversi alle categorie protette e mettersi a disposizione di aziende obbligate all’assunzione di un disabile. Sapete che gli sgravi contributivi cui può usufruire un’azienda obbligata sono gli stessi che spettano a un’azienda non obbligata? Qui si tratta di essere proattivi e non passivi, la vostra passione per un’attività, un servizio, possono essere fonte di reddito, cercate le aziende che si occupano delle vostre passioni e proponetevi!

Collaborazione il vero punto di forza

Vi invitiamo inoltre a porci quesiti e le vostre esperienze, in modo da condividere la vostra esperienza con chi è all’inizio di questo iter .
Questa rubrica non vuol essere la legge, né tanto meno ha valore legale o capacità di preveggenza, soltanto ci siamo fatti le ossa tra INPS, REGIONE, AGENZIA ENTRATE, PATRONATI … ecc e vorremmo evitare ad altri questa fatica e vorremmo inoltre imparare dalla vostra esperienza. Per noi è un po’ più articolato ottenere chiare informazioni, per tanto cercheremo insieme a voi di stilare dei vademecum, delle liste, dei passi da fare per muoversi in questo ostile mondo che è la burocrazia italiana.
Work in progress per la prossima puntata...

Commenti

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4 Risposta

  1. Ottima prefazione Elisa!
  2. Ottimo esordio, brava Elisa!
    • elisa
      Grazie Monica! Devo impegnarmi con la 104 adesso !!!

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