Sordità e Autismo

Sordità e Autismo

Due parole abbastanza forti che spaventano. Due patologie tra le più gravi nell’ambito di quelli che sono definiti disturbi della comunicazione. Due patologie però ben distinte ma che nelle ipotesi diagnostiche, possono intrecciare le proprie strade e comportare così  alcuni errori interpretativi. Sordità e autismo si manifestano clinicamente in maniera ben diversa e quindi facilmente distinguibile dagli esperti del settore e, quando presenti nello stesso soggetto, costituiscono il frutto di una coesistenza al più riferibile a qualche situazione genetica rarissima che potrebbe dare un avvio comune alle due affezioni, così come potrebbe accadere in conseguenza di eventi neurolesivi neonatali (eccessiva prematurità, spesso accompagnata da emorragie cerebrali) o di embrio-fetopatie da tossici, da infezioni; ma non per un innesco dell’una nei confronti dell’altra.

Gli studi(*) dimostrano che la maggior parte dei sordi non ha subito e non subisce alcuna evoluzione verso l’autismo, come la maggior parte degli autistici non è composta da sordi, soprattutto se per sordità classicamente intesa intendiamo la sordità da danno cocleare. Ma in ogni caso anche le forme di sordità centrale, ossia quelle da danno della via uditiva centrale o della corteccia temporale, in presenza di sindrome autistica non costituiscono che una componente del quadro clinico generale. Inoltre l’incidenza percentuale di sordi in una popolazione di autistici è numericamente sovrapponibile all’incidenza di sordi in una popolazione di soggetti non autistici. Ma cerchiamo di capite meglio le due situazioni contrapponendo alcuni degli aspetti più facilmente osservabili.

 

Comunicazione e linguaggio

Nell’Autismo è presente un deficit primario, nella sordità il deficit è secondario.

Nell’Autismo la sensorialità è integra risulta invece essere presente un deficit nella simbolizzazione, intesa come processo psichico che porta alla formazione di simboli, nonché al concepimento e all’ espressione di nozioni, concetti, sentimenti ecc…

Nella sordità la sensorialità è deficitaria la simbolizzazione è integra.

 

Reazione agli stimoli ambientali

Nell’ Autismo così come nella Sordità, vi è una reazione incongrua agli stimoli sonori ma, nelle sordità  la reazione risulta congrua all’interno della soglia uditiva.
Nell’Autismo è quasi sempre incongrua.

 

Sguardo e contatto oculare

Nell’ Autismo è facilmente osservabile una carenza nello sguardo e nel contatto oculare così come nelle Sordità ma, se  presente una produzione gestuale e/o verbale nella sordità questa carenza decade. Decade perché nell’Autismo vi è un evitamento (intenzionale o no) dell’altro, cosa che non avviene nella Sordità in quando, la produzione gestuale e/o verbale, si riesce ad agganciare l’altro.

 

Interazione sociale

L’ interazione sociale nell’Autismo manca. Manca soprattutto la consapevolezza dell’altro.

Nella  Sordità no. Vi sono delle limitazioni legate a delle difficoltà ambientali ma e soprattutto, in casi di Sordità non si osservano deficit nel contatto oculare, nell’espressione facciale delle emozioni, nell’attenzione condivisa in un contesto non verbale.

Nell’ Autismo manca l’autoregolazione emotiva e affettiva. Nella  Sordità la mancanza di informazione adeguata da parte dell’ambiente può causare una difficoltà nella regolazione affettiva e emotiva ma generalmente queste sono  intellegibili, cioè il comportamento è comprensibili.

Sia nell’Autismo che nella Sordità si possono osservare comportamenti iperattivi o passivi. Nell’ Autismo manca l’ autoregolazione degli stati interni. Nella  Sordità si osservano perché il meccanismo di compensazione sensoriale è compromesso. Inoltre, nell’Autismo questi comportamenti non sempre sono facilmente contenibili, cosa che invece è possibile nella Sordità.

 

Interessi e giochi

Nell’area degli interessi e gioco, nell’Autismo si osserva una difficoltà a investire emotivamente gli oggetti, nella Sordità si nota la  presenza dell’ oggetto transazionale che, nello sviluppo infantile è una fase del tutto normale dove per il bambino un oggetto materiale, prende il posto di un legame affettivo importante quasi sempre la madre, in un momento di transizione, ad esempio prima di addormentarsi.  La presenza dell’oggetto transazionale è anche indice della capacità di strutturare un legame di attaccamento.

Concludendo, quello che sembra essere predominante nell’Autismo è che tutti i comportamenti appaiono funzionali a tenersi lontano dal mondo, cosa che non si osserva nelle Sordità in cui si lotta per incontrare il mondo.

 

 

 

(*) Secondo le stime si ritiene che la presenza di autismo in bambini sordi è di 1 ogni 76 dati del GRI (Annual Survey of Deaf and Hard of Hearing Children andYouth, 2006-2007)

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