La tetralogia degli elementi

La Tetralogia degli elementi e il lungo cammino verso l'infinito

Sin dal VI secolo A.C. venne introdotta, dal filosofo Anassimene, una teoria, secondo la quale ogni sostanza da cui è composta la materia si origina a partire da 4 elementi naturali: aria, acqua, terra e fuoco.
Tale teoria fu poi assimilata da altri filosofi quali Aristotele e Socrate, per arrivare fino ai nostri tempi con la serie di 4 Album del gruppo fiorentino dei Litfiba: El Diablo, Terremoto, Spirito e Mondi sommersi. Essi formano, appunto, quella che per i loro fan è la Tetralogia degli elementi, a cui si potrebbe idealmente aggiungere il successivo album (Infinito) come chiusura del cerchio.
Quello che vorrei provare a fare con questo articolo è un paragone con la mia esperienza da impiantato cocleare, associando ciascuno degli elementi alla controparte relativa al percorso dell’IC.

Breve premessa.

Sin da bambino ho sofferto di anacusia monolaterale nell'orecchio sinistro, ma solamente in età adulta ho iniziato a riscontrarne delle difficoltà.
Prima Protesi Acustica prese a 23 anni e intervento per l'impianto cocleare a 40 anni, con attivazione eseguita 21 giorni dopo l'intervento.
La mia vita può considerarsi cambiata?
Sicuramente si, è migliorata, il duro percorso ma affascinante, mi dà continue soddisfazioni: sono “attivo” da 7 anni.
Ho la fortuna di potermi confrontare quotidianamente con persone nella mia stessa situazione, aiutarsi a vicenda nel mio caso è stata come accelerazione nel percorso di riabilitazione.
Nei 4 elementi si possono trovare analogie con il mondo degli IC?
Secondo me si, magari aiutandosi un po’ e lavorando di fantasia, cercando di dare quel tocco di leggerezza che non guasta, anche in un contesto molto serio come questo.

L’ARIA

Che c’entra l’aria con un impianto cocleare?
Pensateci, il suono ha bisogno di un mezzo di propagazione per poter viaggiare.
L’aria è il mezzo di trasporto cui viaggiano i suoni, ricordo che il giorno della mia attivazione ero emozionatissimo, non avevo idea come sarebbe stato sentire attraverso l'IC, non ero abbastanza preparato non avevo le informazioni necessarie che solo attraverso tantissime storie e racconti di persone che l’hanno fatto prima di me aiutano e ti rendono più consapevole.

Cosa mi aspettavo?
Grazie alla mia memoria uditiva pensavo che sarei andato alla grande da subito, invece all’attivazione ci sono stati attimi leggermente traumatizzanti, ero convinto che avrei riconosciuto qualche suono, ma nulla di tutto ciò, mi sentivo a Paperopoli nonostante riuscissi a distinguere con fatica le parole, ci ho messo un pò per capire qualcosa e non vi dico appena ho lasciato l’ospedale e sono uscito all’aperto: macchine, rumore dell’aria, gente che parlava… per me era un casino assordante a cui non ero proprio abituato.
Una marea di suoni identici, dopo qualche ora ho cominciato ad acquisire un accenno di diversità sonora, ma la prima “ora d’aria” la ricorderò sempre come qualcosa di difficilmente descrivibile, l'emozioni contrastanti che si sono susseguite (fra pianti e sorrisi di felicità) saranno indimenticabili, e già dopo un paio di giorni la situazione era in netto miglioramento, e comunque non bisogna caricarsi di troppe aspettative in questa fase perché viene sempre spiegato chiaramente, dal chirurgo e dai tecnici audiometrici, che le prime settimane sono solo ed esclusivamente di adattamento.

L’ACQUA

Sono nato a Palermo (Sicilia) ed il mare fa parte della mia vita da sempre...
Amo tantissimo le mie radici e fin da bambino sono sempre stato abituato ad andare al mare quasi tutto l'anno.
Il mio rapporto con l’acqua è di amore puro, non nascondo che una delle mie preoccupazioni riguardo l’IC era appunto questa:
Riuscirò a fare ciò che facevo prima senza problemi?
L’impianto cocleare mi porrà dei limiti in spiaggia, fare il bagno ecc...? Fortunatamente ci vengono incontro i produttori che mettono in commercio i vari accessori per i processori esterni.
Già a distanza di qualche mese e dopo una intera estate da impiantato, posso dire che l’IC non è limitante, e che grazie agli accessori per l'acqua non devo togliere ogni volta i vari dispositivi e riporli nelle custodie, non devo aver paura di sporcarli o bagnarli, posso stare in acqua e sentire…immergermi e sentire anche lì!
Una grandissima conquista!

LA TERRA

La terra è l'elemento che viviamo quotidianamente, per esempio il nostro lavoro, o magari per chi ha la passione della cucina, o chi durante la giornata fa una corsetta per mantenersi in forma, sport, attività fisica, lavori pensati ecc... ecc... , tutte attività che comunque ci fanno sudare (come ho scritto prima ci sono gli accessori per l'acqua), si rischia di prendere qualche pallonata o di urtare la testa da qualche parte.

Desideravo che la mia vita e le mie abitudini non venissero troppo condizionate. gli sport non di contatto si fanno senza problemi, al massimo ci si adatta a proteggere l’unità esterna ed evitare che cada, anche in questo caso ci sono vari accessori ed esistono molteplici fasce, bandane, elastici fatti apposta per assicurare il processore ed evitare che si sposti o che si bagni col sudore.
Personalmente uso fasce, cappellini e tutto ciò che pensavo fosse superfluo e vedevo come una limitazione alla mia libertà in campo, mi sono ricreduto dimenticando quanto fossero belle un sacco di cose come: sentire l’avversario dall’altra parte del campo, le onde del mare infrangersi sugli scogli, la palla che rimbalza impattando sulla traversa, il fischio finale, il tifo delle persone sugli spalti.

Sono rinato ed ho iniziato una nuova vita , e se prevede d'indossare una semplice fascia protettiva, di cui ci si dimentica dopo 5 minuti, e modificare le mie abitudini, ne sono più che contento.

IL FUOCO

Il fuoco come concetto fotografico, quello appunto della “messa a fuoco”.
L’IC mi tiene compagnia minimo 14-15 ore al giorno, e pur con la lentezza con cui si percepiscono i miglioramenti, ci si rende conto da subito che una buona riuscita sarà dovuta, in grandissima parte, a una perfetta mappatura, che si può appunto paragonare a quando si scatta una foto e si modificano tutti i possibili parametri, fino ad avere nel mirino l’immagine come la si desidera.
Qui entrano in gioco numerose componenti, considerate sempre importantissima la figura del tecnico mappatore e del logopedista per chi dovesse averne bisogno.
Tenete bene presente che siete voi i protagonisti assoluti dei vostri impianti, sarete voi a dover dare indicazioni, a dovervi allenare, sforzare, sopportare i periodi in cui, probabilmente, non percepite migliorie.
L'impianto cocleare non è una scelta facile, ma un percorso sicuramente in salita ed allo stesso tempo un potenziale praticamente incalcolabile.

Citando il bellissimo film di Tim Burton “Big Fish”, tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Wallace, quando il protagonista si innamora follemente della sua futura moglie e fa di tutto per conoscerla, riuscendoci solo dopo 3 anni di faticose peripezie, al primo incontro le dice qualcosa tipo “Tu non mi conosci ma io ti amo, ho passato gli ultimi anni lavorando per scoprire chi sei e mi hanno calpestato parecchie volte, mi sono rotto le costole due volte ma ne è valsa la pena per poter essere qui con te adesso e parlarti. Perché io sono destinato a sposarti”.
Lei risponde: “Ma tu neanche mi conosci”
…e lui: “Ho il resto della mia vita per fare questo”!

Questo per me è la mia storia d'amore con l'impianto cocleare, che nella convinzione di conoscerlo non conoscevo nulla finché non mi è stato attivato.
Avrete tutto il tempo per conoscerlo meglio e adattarlo il più possibile a voi.
Non sarà facile, ma il risultato potrebbe essere davvero STRAORDINARIO!!!

E' fondamentale non cadere nell'errore di avere troppe pretese durante questo cammino

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Commenti

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1 Risposta

  1. Ottimo Flavio! Ti auguro un proseguimento meraviglioso nel tuo percorso con l'IC.... Complimenti per eccellenza del racconto!!!

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