Il supereroe a richiesta

Tra le numerose tecniche di allenamento che si possono usare, ultimamente mi sto dedicando molto alla visione di serie TV su Netflix, spesso con audio in lingua originale e sottotitoli in italiano. Capita spesso di riuscire a capire qualche piccolo errore nella traduzione dei sottotitoli, che pur non alterando il senso della frase contiene comunque delle imperfezioni. La trovo un ottima esercitazione, sia con l’utilizzo di un accessorio collegato alla TV che con l’audio diretto. In quest’ultimo caso già da diverso tempo sto apprezzando le differenze tra vari tipi di impianti. Ad esempio con il sistema di casse 2.1 che ho sul PC ho un ottima resa, sulla tv che ha gli altoparlanti sul retro c’è qualche difficoltà ed ho bisogno di stare molto più concentrato per riuscire. Consiglio infatti di dotarsi di sistemi audio il più performanti possibile, ragion per cui il mio prossimo upgrade sarà l’acquisto di una bella Soundbar da collegare al televisore.

Mi trovo attualmente ad attraversare un periodo “Marvelliano”. Sto guardando tantissime serie ambientate nell’universo Marvel, che mi piacciono non solo da appassionato di supereroi ma proprio per la qualità con cui sono fatte.

Ho da poco ultimato la visione di tutte le stagioni di Daredevil, personaggio che mi ha lasciato diversi spunti di riflessione e che ho trovato molto ben sviluppato. Per chi non lo conoscesse, il protagonista Matt Murdoch è un avvocato rimasto cieco da bambino a causa di un incidente. La cecità gli ha permesso di sviluppare all’inverosimile i restanti sensi al punto da percepire come e meglio di un normale vedente tutto l’ambiente circostante.

Perchè mi ha colpito? Semplice, perché in molte situazioni fa affidamento al suo super udito per captare pericoli in arrivo, capire lo stato d’animo delle persone in base al loro battito cardiaco, scoprire se mentono in base a minime variazioni del tono della voce e molto altro ancora.

Mi faceva tornare in mente le prime conquiste che facevo con l’impianto cocleare, quando sentivo il cicalino dell’auto se lasciavo le luci accese, o la musichetta della lavatrice a lavaggio ultimato, con le dovute proporzioni mi sentivo anche io un supereroe, e da qui mi è sorto un dubbio :

ESISTE UN SUPEREROE SORDO?

Per rispondere a questa domanda occorre presentare il piccolo Anthony Smith, un bambino sordo che all’età di 4 anni inizia a manifestare dei problemi nell’accettare il suo apparecchio acustico blu. Eh si, perché per lui, grande fan dei supereroi, può andar bene che Devil sia cieco, Iron Man abbia problemi cardiaci e il professor Xavier sia costretto su una sedia a rotelle. Ma nessuno dei suoi idoli indossa una PA come lui. La mamma Christina, preoccupata e impotente di fronte ai continui rifiuti, decide di scrivere proprio alla Marvel per chiedere aiuto a loro.

La risposta è veloce e sorprendente, fanno recapitare nella loro cassetta della posta una striscia del personaggio Hawkeye (Occhio di Falco) che in quell’episodio del 1984 indossava un apparecchio acustico per aver perso l’80% dell’udito a causa di un’esplosione.

Ma non solo...dopo pochi giorni la casa di fumetti spedisce una striscia con un nuovo personaggio creato apposta. Il nome? Blue Ear, proprio come Anthony chiama il suo apparecchio! Il piccolo ovviamente non vuole più toglierlo ora e la mamma, felicissima, esprime la sua enorme gratitudine anche attraverso interviste.

Come se non bastasse viene aggiunto un ulteriore personaggio, stavolta femminile, che si chiama Sapheara ed è portatrice di impianto cocleare. Insieme, in un albo di Iron Man, lotteranno contro il male.

Confesso che colpevolmente non conoscevo questi personaggi (lanciati nel 2014) ma mi sento di fare un grandissimo applauso all’iniziativa. Che ovviamente non servirà al solo Anthony ma a tutta una serie di bambini che hanno difficoltà nell’accettare la loro diversità dai coetanei e che grazie a un Blue Ear potranno immedesimarsi in un personaggio forte e in grado di compiere azioni sorprendenti.

Comprendiamo tutti quanto sia difficile accettare un cambiamento di questo tipo. Io stesso ho praticamente rifiutato le prime protesi acustiche, esclusivamente per vergogna. Preferivo sforzarmi e cavarmela come potevo ma non farle vedere assolutamente. E non ero neanche un bambino, anzi…

La piena accettazione è arrivata solo anni dopo e per fortuna attualmente vado fiero del mio IC e dei progressi che mi ha consentito di fare. Al punto che a breve farò anche il secondo e i problemi dal punto di vista estetico sono solo un ricordo.

Siamo tutti dei supereroi, solo che magari ancora non lo sappiamo!

Episodio in cui compare Blue Ear da bambino in compagnia di Hawkeye

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