La sordità nella più delicata delle transizioni: l’adolescenza

Adolescenza: la più delicata delle transizioni.
Victor Hugo

Dal punto di vista cronologico, l’adolescenza potrebbe essere collocata in un’età compresa tra i dodici e i venti anni, anche se è piuttosto difficile darne un’indicazione anagrafica precisa per via delle differenze individuali e delle caratteristiche della nostra società.
Ironicamente, si potrebbe dire che l’adolescenza si sa quando inizia ma non quando finisce.(soprattutto per gli uomini: cit. Agnese)

Da un punto di vista sociologico l’adolescenza è definita come il periodo di transizione dalla condizione di dipendenza dell’infanzia a quella di autosufficienza dell’età adulta.

Da un punto di vista psicologico l’adolescenza rappresenta una situazione abbastanza particolare:è il momento della vita in cui si arriverà alla maturazione emotiva/affettiva, fisica/sessuale, intellettuale, psichica e sociale.

L’adolescenza è senza dubbio la più complessa tra le grandi tappe dello sviluppo. E’ un periodo di sconvolgimento, insicurezza, emotività, sensibilità, di facile depressione e facile esaltazione.
Il ragazzo è alla ricerca del suo sé, del significato della sua esistenza e, per questo motivo, cerca un modello con cui identificarsi. L’adolescenza è quindi un periodo di crisi interiore, affettiva, emotiva, mentale e culturale.

Cosa accadrà ad un adolescente sordo? Accadrà che tutto questo sarà gravemente appesantito dalle inevitabili difficoltà, oggettive e soggettive, indotte dall’handicap della sordità.
L’adolescenza di un ragazzo sordo potrebbe essere caratterizzata da un prolungamento della sua durata per via degli aspetti iperprotettivi dei familiari, i quali potrebbero ritenere, per cause reali o fittizie, il soggetto ancora indifeso, immaturo e bisognoso. Si potrebbe così creare una situazione in cui verranno ritardati i compiti di responsabilità, compiti fondamentali per avviare quel processo di graduale distaccamento dal nucleo familiare, che porta l'adolescente a sperimentare delle difficoltà nel raggiungimento di una pienezza maturativa, mentale, emotiva, culturale e sociale.

Per il ragazzo sordo il periodo dell'adolescenza è comunque un momento molto particolare, è il momento in cui diventa consapevole del proprio handicap.

E’ bene precisare che le tappe dello sviluppo dell’adolescenza, anche per un ragazzo sordo, sono le stesse di tutti gli adolescenti, ma nel caso di sordità assumono una connotazione differente.
La maturazione fisica e sessuale, del soggetto con deficit uditivo, assume una valenza diversa in quanto il corpo è particolarmente importante. Tutti i cambiamenti sono quindi vissuti con maggiore drammaticità, rispetto a quelli di un adolescente “normale”. Perché? Perché l’adolescente sordo deve risolvere il compito di ridefinirsi una identità attorno a un corpo che, se da un lato si propone con caratteristiche nuove ed inedite, dall’altro sembra essere tragicamente inchiodato alla propria immodificabile insufficienza.
Il rischio è che il corpo venga usato come compensazione alle frustrazioni inerenti l’handicap.

La maturazione intellettuale è identica sia nei ragazzi normoudenti che in quelli sordi; unica differenza è che l’intelligenza del ragazzo sordo è basata maggiormente su dati concreti e sensibili ma quello che concretamente diversifica i sordi dagli udenti è che il modo di pensare dei primi non è verbale, anche se lo può divenire in seguito ad una intensa istruzione e acculturazione. Il problema nasce nel fatto che la verifica del passaggio dall’intelligenza di tipo concreto all’intelligenza di tipo astratto (che si verifica verso gli undici-dodici anni) è attuata nella scuola attraverso strumenti, come le materie scolastiche, che inevitabilmente misurano un’astrazione di tipo verbale. In particolare lo sviluppo del pensiero del ragazzo sordo tende ad essere molto tecnico e pratico ed è probabilmente un pensiero che avviene per immagini, questo permette alle persone sorde di essere spesso dotate di senso artistico.

Anche per il ragazzo sordo l’adolescenza è il periodo al termine del quale egli raggiunge
l’identità personale ma le massicce frustrazioni che il ragazzo sordo subisce impediscono una tranquilla strutturazione della personalità: la frustrazione avviene sempre ai danni della stima di sé e quindi comporta un indebolimento della personalità. Se la frustrazione è permanente la personalità sarà fragile. Pertanto le persone potrebbero essere emotive, impulsive, egocentriche, poco autocontrollate, poco formaliste, o, al contrario, in uno stato di permanente ribellione.

Il ragazzo sordo se è a suo agio e in situazioni di sicurezza è socievole, interessato alla
realtà e alle persone; è la paura delle reazioni delle persone “normali” all’handicap che impedisce la socievolezza.
Durante il periodo adolescenziale, il ragazzo sordo diventa più facilmente scontroso, chiuso e cupo, ma se viene avvicinato con interessamento e disponibilità si apre agli altri. Per tale ragione in adolescenza il gruppo dei pari è essenziale in quanto rompe l’isolamento, offre sicurezza e
identità.
La possibilità di fare parte di un gruppo è sempre molto importante per qualsiasi individuo, udente o non, ma risulta particolarmente preziosa per la persona sorda al fine di evitare il vissuto di solitudine che può essere molto pesante.

Non pensiamo però che il ragazzo sordo sia differente dagli altri; sicuramente l’handicap amplifichera’ le problematiche ma, come un qualsiasi altro suo coetaneo, avrà gli stessi bisogni, esigenze, insicurezze, crisi interiori e, da bravo adolescente come solo gli adolescenti sanno essere, quando si cercherà di parlarci, farà il “sordo”

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