ROAD TO IC – ACTIVATION DAY

Eccoci al momento clou, quello che termina la prima fase, dopo gli esami, dopo l'intervento e l'attesa di un mese arriviamo al momento del big bang (come lo chiamo io), dove veramente inizia il percorso, fino ad ora eravamo parte passiva,  da oggi qualsiasi risultato e qualsiasi fallimento è imputabile per la maggior parte a noi. 

 

DUE ANNI FA.....

E' nella natura umana nutrire aspettative e desiderare il meglio per se stessi e quindi è assolutamente normale pensare di uscire dalla stanza dell'attivazione, prendere il telefono e chiamare un numero a caso in Norvegia e chiacchierare tranquillamente con lo sconosciuto interlocutore mentre di fianco a noi orde di bambini urlano..... Vi garantisco però che due anni fa non avevo per nulla questa convinzione, mi sarei accontentato di un modesto risultato. Nonostante ciò all'inizio pensai "beh tutto qui?", all'epoca ero inesperto su cosa mi aspettava. Per due mesi buoni riconoscimento pari a zero ed è assolutamente normale vi tranquillizzo. 

 

OGGI. PREPARAZIONE

Arrivo all'ospedale con buon anticipo sono praticamente il primo, meno male che non ho trovato traffico in A1, vengo subito convocato per l'esame audiometrico che avrà lo scopo di verificare il mantenimento dei residui. 

Prima di farvi vedere i risultati, vorrei chiarire una convinzione, con i nuovi elettrodi atraumatici la coclea non viene distrutta come qualcuno erroneamente crede, questi elettrodi sono più sottili in fondo ed un bravo chirurgo (altra condizione essenziale) dovrebbe essere in grado di mantenere le frequenze gravi che permettono di poter indossare un ibrido con vantaggi in termini di naturalezza della voce, nel mio caso il chirurgo ha optato per un elettrodo di 28 millimetri (considerate che la coclea è di norma lunga 31 millimetri) e ha fatto un capolavoro...

Esame pre intervento                   Esame all'attivazione

Come si può vedere sino ai 750 hz sono quasi uguali.

 

OGGI. ATTIVAZIONE

L'attivazione così come ogni mappaggio, avviene in tre fasi, inizialmente viene testato il funzionamento degli elettrodi, in questa fase il paziente non avverte assolutamente nulla, si passa poi alla verifica della soglia del fastidio, in questo caso il paziente é attivo e collabora con il mappatore nel senso che per ogni frequenza inviata deve stabilire il livello di confortevolezza del suono ricevuto.

L'ultima fase, a mio avviso la più importante, consiste nel fornire al mappatore le informazioni necessarie in modo che possa tarare la mappa:

"troppo forte, troppo metallico, troppo rimbombo" è di solito quello che si sente rispondere chi mappa.

Apro una parentesi, queste informazioni, che sono soggettive, permettono il buon risultato del mappaggio è pertanto necessario che il paziente ci arrivi, nei mappaggi successivi (l'attivazione serve a cominciare ad adattarsi al nuovo modo di sentire) con informazioni oggettive della sua esperienza e pertanto deve abituarsi a prendere nota di cosa gradisce e cosa no. Anche le marche produttrici, dovrebbero a mio avviso trovare il modo di facilitare questo colloquio tra paziente e mappatore.

Tornando a me, dopo aver provato un cut off ai 250 hz sulla parte acustica (ricordate? Sto attivando un ibrido) decidiamo di passare a un più accettabile 500 hz e la differenza è marcata, voce un pelino più definita e meno metallica .

Come punto di partenza per il mese di adattamento può andare.

Quando poi indosso anche l'altro impianto e divento bilaterale..... Wow che suono più completo e stereofonico, per darvi un idea è come quando ascoltate l'audio della vostra tv e tutto d'un colpo passate al........ cinema..... E siamo solo all'inizio...... Mi viene già l'acquolina per quando dopo mesi, si arriverà alla mappa definitiva.

 

Il ciclo esami termina con una prova audiometrica e di percezione vocale, la prima conferma che il guadagno è ancora limitato (mancano ancora 30 db), infatti nel telecomando sono caricate tre mappe sequenziali da cambiare in progressione ogni settimana in vista del controllo dopo un mese, la  seconda prova è una sorpresa, tre parole su dieci comprese, col primo impianto per un risultato del genere ci vollero tre mesi.....

 

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO

Ho il tempo di conoscere ed abbracciare Flavio, un simpatico ragazzo sardo che è lì per il ricovero, il giorno dopo verrà impiantato per la prima volta e comincerà i suo personale #FUCKDEAFNESS. 

Flavio fa parte della banda di matti che quotidianamente scrive sulla nostra chat di supporto, si è subito distinto per simpatia e per serietà.

 

RITORNO A CASA

Lo scoglio più grosso da superare sono le urla di mia figlia e......... Oh piccola mia abbassa la voce..... Quando urla immaginate una pallina impazzita dentro una scatola che rimbalza disperata cercando di uscire, stessa cosa,  ma lo immaginavo le frequenze sono troppo compresse e andare in distorsione è un attimo. 

Già il giorno dopo la cosa è più tollerata ed i benefici della stereofonia cominciano ad emergere, capisco di più la tv senza nessun ausilio, al telefono col telecoil devo tenere il volume più basso, l'unica cosa che non mi piace tanto e ne parlerò al prossimo controllo è che i timbri di voce delle persone che conosco sono leggermente cambiati, ma anche qui immagino dipenda esclusivamente dalla prima mappa, in futuro andrà sempre meglio.

 

CONCLUSIONI

Le sensazioni sono buone, sono già innamorato del mio processore e lo indosso volentieri, vedo già dei benefici e resto convinto che nel lungo termine e col lavoro sarà un successo.

LO RIFAREI!!!!

#FUCKDEAFNESS

 

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